Vi presento la Bretagna

Mam' Goudig
Saint Malo, le Mont Saint Michel, le grandi maree, les crêpes, Alan Stivell….vi dice qualcosa? Questa è la Bretagna. La regione più celtica della Francia che sembra tutt’oggi un mondo a parte. Vediamo se riesco a descriverla:

Voi siete qui!Prima di tutto dove si trova? La Bretagna è situata nel quadrante nord occidentale della Francia. E’ quella penisola che guarda verso gli Stati Uniti, il muso immerso nell’Oceano Atlantico. Tutte le perturbazioni atlantiche si scaricano prima sulla Bretagna, questo spiega il luogo comune che in Bretagna piove sempre. Non è vero: piove solo due volte all’anno, dal 1° gennaio al 14 agosto e dal 15 agosto al 31 dicembre! Ovviamente sto scherzando, anche se non si può negare che quella pioggerellina fine fine che fa tanto bene alla pelle, secondo mia madre, potrebbe anche durare tre giorni di fila. Se in Bretagna, cosi come in Irlanda, c’è cosi tanto verde, un motivo ci sarà! Comunque, un detto bretone recita: "In Bretagna, piove soltanto addosso ai cretini!" Tiè!

CrepesCosa si mangia? Prima di tutto, ci sono le crêpes, fatte con la farina di grano tenero, si mangiano con zucchero, marmellata, cremina di nocciola, gelato, liquore. Poi ci sono le galettes de sarrazin, fatte con la farina nera (di grano duro) che accompagnano roba salata come prosciutto, uova, insalata, formaggio. La galette-saucisse è il classico spuntino leggero di metà mattina che si trova in tutti i mercati di paese. Inutile dire che la salsiccia è di quelle toste, di maiale bretone, cotta sulla piastra; se la tieni in posizione verticale, il grasso deve gocciolare! Le crêperies sono l’equivalente delle pizzerie: Ogni crêpe o galette a un suo nome specifico (la Noisettine, la galette royale…), come la pizza Margherita o la 4 stagioni. Con le crêpes et le galettes si beve i sidro (succo di mele fermentato). Altre specialità culinarie bretoni sono i frutti di mare come le ostriche di Cancale, gli scampi, i granchi ecc. C’è anche una grande varietà di dolci come il Kouign Amann con le mele e taaaaanto burro, il Far con le prugne, le Gavottes (crepes sottilissime che ogni Jolly Hotel italiano mette a disposizione dei suoi clienti nelle sue camere). Il burro è salato e devo dire che questo è stato il prodotto che più mi è mancato all’inizio della mia permanenza in Toscana. Meno male che la Coop mi fa trovare proprio il MIO burro bretone da diversi anni 🙂

Gwen ha Du (Bianco e Nero)Cultura e tradizioni: La Bretagna profonda mantiene ancora viva le sue tradizioni. Molti artisti e gruppi musicali come Alan Stivell, Tri YannDan Ar Braz  o Gilles Servat si ispirano spesso alla vita  del piccolo popolo e usano strumenti musicali tradizionali  come il biniou (cornamusa), la bombarde, l’arpa celtica. Nei piccoli paesi si danza ancora tutti in cerchio nei Fest Noz, i tipici balli bretoni, tenendosi per il mignolo. La Bretagna era nota per la ricchezza dei suoi costumi tradizionali locali: ogni città aveva il proprio costume, le donne portavano cuffie di pizzo di varie forme e dimensioni. Quella rappresenta nella vignetta in cima è una cuffia bigouden: portare un tubo di una trentina di centimetri sul cranio in posti dove c’è quasi sempre un gran vento non doveva essere molto pratico.
I bretonnants sono quelli che parlano la lingua bretone, una roba incomprensibile, difficile e gutturale, che viene insegnata di nuovo a scuola, ma con scarso successo tra i giovani. Io non pratico il bretone antico. Ci sono gruppuscoli di autonomisti che ogni tanto rompono le scatole con strane idee di separatismo ma, per fortuna, sono meno attivi e distruttivi dei famigerati separatisti corsi.

Più scrivo e più mi rendo conto che l’argomento è infinito ma temo che questo post diventi noioso allora preferisco fermarmi qui, prima di perdermi. Forse in seguito tornerò sull’argomento perchè, nonostante fossi convinta che non sarebbe mai successo, devo ammettere che le mie radici sono là e l’aria salata delle tempeste della Pointe du Raz un po’ mi manca.


Saint Malo, le Mont Saint Michel, les grandes marées, Alan Stivell, ça vous dit quelque chose? C’est ça, la Bretagne. La région française 100 % celtique, qui encore aujourd’hui peut apparaître comme un monde à part. Voyons voir si je réussis à vous la décrire:

Voi siete qui!Avant tout, ou se trouve-t-elle? La Bretagne est située dans le quadrant nord occidental de la France. Il s’agit de cette presqu’île qui pointe vers les États Unis, le nez dans l’Océan Atlantique. Toutes les perturbations se déchargent d’abord sur la Bretagne. Ce qui explique le lieu commun qui dit qu’en Bretagne, il pleut toujours. C’est faux: Il ne pleut que due fois par an, du 1er Janvier au 14 Août e du 15 Août au 31 Décembre! Évidemment, je plaisante, même si on ne peut nier que ce petit crachin qui fait tellement de bien à la peau du visage d’après ce que me répétait Maman, pourrait tout de même durer trois jours sans s’arrêter. Si la Bretagne et l’Irlande sont si vertes, il y aura bien une raison! De toute façon il y a un dicton breton qui dit qu’en Bretagne, il ne pleut que sur les cons! Et toc!

CrepesQu’est ce qu’on mange? En premier lieu nous avons les crêpes, faites avec la farine de blé tendre,  qui se mangent au sucre, à la confiture, alla crême de noisettes, avec de la crême glacée ou de la liqueur. Et puis il y a les galettes de sarrazin, faites avec de la farine de blé noir) qui vont avec des ingrédients salés comme jambon, œufs, salade, fromage. La galette-saucisse constitue le  classique en-cas très léger de la mi-matinée que l’on trouve dans tous les marchés de pays. Inutile de dire qu’il s’agit de saucisses qui ne rigolent pas, pur porc breton, cuite sur le grill; en la tenant en position verticale le gras doit couler.

Gwen ha Du (Bianco e Nero)Culture et traditions: La Bretagne profonde mantient ancore ses traditions bien vivantes. Bien des artistes et groupes musicaux comme Alan Stivell, Tri YannDan Ar Braz  ou Gilles Servat s’inspirent souvent à la vie quotidienne du petit peuple e utilisent des instruments traditionnels comme le biniou (cornemuse), la bombarde, la harpe celtique. Dans les bourgs pendant les Fest Noz, on danse encore tous en cercle les danses folkloriques en se tenant par le petit doigt. La Bretagne était renommée pour la richesse de ses costumes traditionnels locaux: chaque ville avait son propre costume, les femmes portaient des coiffes de dentelle, toutes de forme et dimensions différentes. Celle qui est représentée dans la vignette de Mam Goudie, là haut, c’est une coiffe bigouden: C’est sûr que porter un tube d’une trentaine de centimètres sur le crâne dans un endroit où il y toujours du vent non devait pas être très pratique.
Les bretonnants sont ceux qui parlent la langue bretonne, un truc incompréhensible, difficile et guttural, que l’on enseigne de nouveau à l’école, mais sans beaucoup de succès parmi les jeunes. Personnellement, je ne suis pas bretonnante. Il y a des groupes d’autonomistes qui cassent les pieds de temps en temps avec leurs idées bizarres de séparatisme mais, heureusement, ils sont moins actifs et destructeurs que les séparatistes corses.

Plus j’écris et plus je me rends compte que c’est un sujet infini mais je crains que cet article ne devienne ennuyeux alors je préfère m’arrêter ici, avant de me perdre. Plus tard peut être, je reprendrai ce sujet en main car, contrairement à ce que je pensais dans le passé, je dois admettre que mes racines sont là-bas et que l’air salé des tempêtes de la Pointe du Raz me manque un peu.

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8 thoughts on “Vi presento la Bretagna

  1. …ma poi ti sei fossilizzato sull’Irlanda! 😉
    Conosci meglio A.Stivell di me allora. I posti da vedere sono tanti e Carnac e i suoi alineamenti di menhirs è proprio uno di questi. C’è anche la costa di granito rosa (la zona di Ploumanach): stupenda.

  2. Conosco la Bretagna di fama. Avremmo voluto andarci una volta proprio per il suo passato celtico che la rende simile all’Irlanda, ma poi… Conosco Alan Stivell, ho un paio di cd suoi qui a casa. E conosco di fama Carnac, il luogo dove avrei voluto andare per visitare i mille e oltre Menhir.
    Ma tu il bretone non lo conosci neppure un po’? Secondo me assomiglia molto al Gallese…

  3. “piove solo due volte all’anno, dal 1° gennaio al 14 agosto e dal 15 agosto al 31 dicembre!”

    Mi sono ribaltata da l ridere!

    Il post non è affatto noioso e l’azienda di promozione del turismo bretone dovrebbe pagarti per la pubblicità  perché mi hai fatto venire voglia di andarci!

    Meeeeeeeeggggggg!!!!!!! dove sei? oltre alla sala da tè con annesso negozio di punotcroce andiamo in bretagna?

  4. Se non ricordo male la costa di granito rosa fu rovinata dalla fuga di greggio da una petroliera assassina… Non ho più saputo che sorte hanno avuto quegli scogli…

    Per quanto riguarda l’Irlanda, sì, direi che mi sono fossilizzato là… e può darsi che lo sarò finché non l’avrò visitata tutta 🙂

  5. No Cris, il tuo post non è affatto noioso, l’argomento Bretagna è interessantissimo, parlane ancora quando vuoi. Un giorno sarà  la meta di un nostro viaggio. anche solo per gustare le crepes.
    theo

  6. Concordo sul fatto che il tuo post non è affatto noioso, anzi… fa voglia di tornare là. Ho visitato le Mont St.Michel 3 anni fa e mi è rimasto impresso nella memoria meglio di cento fotografie.
    Naturalmente pioveva (in agosto…) cosa che ci ha però agevolato nel fermarci in una delle tante deliziose locande ed assaggiare il sidro più buono che abbia mai bevuto.
    Indimenticabile la tua terra, indimenticabile davvero.

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