Le maree

Alta marea

Da così……….

Bassa marea

 

 

 

………a così

La prima volta che Marcello è venuto con me in Bretagna, l’ho portato sulla spiaggia dove andavo spesso quando ero piccola. Solo allora ha capito perchè sghignazzavo con aria sufficiente ogni volta che, durante le nostre passeggiate lungo la costa toscana mi diceva: “Guarda, è marea bassa!” e mi faceva notare i miserabili 30 cm di bagnasciuga scoperti.  E’ rimasto letteralmente a bocca aperta davanti a queste distese di sabbia immense, coperte soltanto da un velo di acqua, sulle quali il mare aveva lasciato le sue impronti, disegnando ovunque grinze come se fossero minuscole dune.
E’ vero, il mediterraneo come tutti i mari subisce l’influenza dell’attrazione lunare ma essendo un mare chiuso, l’amplitudine delle sue maree in confronto a quelle a cui ero abituata, mi sembra piuttosto ridicola.
Sul litorale della Manica, tra bassa e alta marea, il livello dell’acqua può salire fino a 12 metri, e questo due volte al giorno. Ovviamente su una spiaggia piatta, questo vorrà dire che l’acqua si ritirerà per diversi chilometri. Per esempio al Mont St Michel, in occasione delle cosidette “grandi maree”, il mare copre e scopre circa 10-15 chilometri di spiaggia, e si narra che, a marea montante, l’acqua arrivi alla velocità di un cavallo al galoppo. Credo che sia un po’ esagerato anche se raggiunge senz’altro i 3-4 km orari. E’ comunque una bell’immagine abbastanza esplicativa.
Quindi non stupitevi nel vedere un trampolino per i tuffi in mezzo al nulla perchè basterà aspettare 6 ore per poterlo utilizzare.

trampolino

Quando la marea si abbassa, oltre ad essere costretti a camminare tanto tanto tanto se vogliono davvero mettere i piedi in acqua, i poveri bagnanti hanno però anche la possibilità di dedicarsi ad un’attività impensabile in Italia: LA PESCA A PIEDI.
Procuratevi un rastrellino, un secchio, una confezione di sale fino, indossate delle scarpette da scoglio o degli stivali, e partite alla ricerca di lumachine, granchietti, vongole, tartufi e cannolicchi. Ognuno di questi animali ha un suo habitat ben preciso: troverete i bigorneaux, attaccati agli scogli, sotto le alghe. Camminando su e giù sulla sabbia in modo da simulare il movimento del suolo quando la marea sta salendo, sbucheranno in superficie alla ricerca di cibo (se avete beccato il posto giusto) palourdes, coques o praires. Potete anche usare il rastrello perchè si trovano ad una quindicina di centimetri di profondità.
Per ingannare i couteaux bisogna usare un’altra tecnica perchè sono più furbi: Individuate nella sabbia due buchini distanti circa 20 cm uno dall’altro e versatevi un pochino di sale. Il cannolicchio, crederà che la marea stia salendo e anche lui uscirà dalla sua galleria fatta a U per nutrirsi. Hop! con un gesto veloce basterà prenderlo al volo.
Nelle pozze degli scogli si trovano invece crevettes grises e étrilles rimaste intrappolate quando l’acqua ha cominciato a ritirarsi.

Non potete immaginarvi quanta gente aspetta le grandi maree perchè solo in quelle occasioni (di solito nel periodo degli equinozi) potranno raggiungere zone che le maree normali non scoprono mai e quindi più ricche di conchiglie.Inutile dire che la pesca a piedi ha fatto letteralmente impazzire Marcello e ogni volta che andiamo in Bretagna, dobbiamo dedicare almeno una giornata a questa attività. Torniamo sempre a casa con la schiena rotta e solitamente con un magro bottino perchè la pesca a piedi è un po’ come la ricerca dei funghi: Chi conosce i posti giusti se li tiene per se e, in ogni caso, è già passato prima di te.  Ma almeno abbiamo passato una giornata respirando l’aria vivificante e colma di iodio delle coste bretoni.

Potete vedere una carrellata di immagini che illustra in modo perfetto l’armamentario a volte folkloristico degli adepti di questo sport durante una giornata tipica di pesca a piedi, a questo indirizzo:
http://www.bretagnelocations.com/peche-a-pied.htm


La première fois que Marcello m’a accompagnée en Bretagne, je l’ai emmené sur la plage que je fréquentais quand j’étais petite. C’est seulement à ce moment là qu’il a compris pourquoi je ricanais en me moquant de lui chaque fois qu’il me disait “Regarde, c’est marée basse!” quand nous nous promenions sur les côtes toscanes et m’indiquait les misérables 30 cm de sable découverts. Il est resté bouche bée devant ces immenses étendues de sable, recouvertes seulement d’un voile d’eau, sur lesquelles la mer avait laissé ses empreintes en dessinant partout des plis qui ressemblaient à de minuscules dunes.
La Méditerranée comme toutes les autres mers subit l’influence de l’attraction lunaire mais étant une mer fermée, l’amplitude de ses marées comparée à celles auxquelles j’étais habituée me paraît tout à fait ridicule.
Sur le  littoral de la Manche, entre marée basse et marée haute, le niveau de l’eau peut monter jusqu’à 12 mètres, e cela deux fois par jour.  Évidemment sur une plage plate, cela voudra dire que l’eau se ritirera sur des kilomètres. Par exemple au Mont St Michel, pendant les “grandes marées”, la mer couvre et découvre plus ou moins 10-15 kilomètres de plage et on raconte qu’à marée montante, l’eau arrive à la vitesse d’un cheval au galop. Je crois qu’il s’agit d’une exagération même si elle atteint sans doute les 3-4 km/h. C’est tout de même très évocateur.
Alors ne vou étonnez pas de voir un plongeoir planté dans le sable car il suffira d’attendre 6 heures pour pouvoir l’utiliser.
Quand la marée descend, ceux qui veulent se tremper les pieds doivent marcher, marcher et encore marcher. Mais ils ont aussi l’occasion de pratiquer une activité impensable en Italie: LA PÊCHE À PIED.
Prenez un rateau, un seau, un peu de sel fin, mettez des pataugas ou des bottes de caoutchouc et partez à la recherche de fruits de mer et coquillages. Chaque crustacé a un habitat bien précis: Vous trouverez les bigorneaux accrochés aux rochers, sous les algues. En piétinant sur le sable, vous imiterez le mouvement du sol quand la marée monte, et vous ferez monter en surface les palourdes, les coques ou lespraires (si vous êtes au bon endroit). Vous pouvez aussi utiliser un rateau car elles se trouvent à une quinzaine de centimètres de profondeur.
Pour attraper les couteaux il faut avoir choisir une autre technique car ils sont plus malins: Localisez deux trous à 20 cm l’un de l’autre et versez-y une petit peu de sel. Le couteau aura l’impression que la marée monte et il sortira lui aussi de sa galerie en forme de U pour se nourrir. Hop! Il suffira de le saisir d’un geste rapide de la main.

Dans les flaques d’eau des rochers se trouvent les crevettes grises et les étrilles qui sont restées bloquées quand la mer a commencé à baisser.

Vous ne pouvez pas savoir le nombre de personnes qui attendent les grandes marées parce que c’est seulement à cette période de l’année (équinoxes) qu’il sera possible de rejoindre les endroits que les marées normales ne laissent jamais à sec. Il y aura donc d’avantage de coquillages à ramasser.

Inutile de vous dire que la pêche à pied a enthousiasmé Marcello et à chaque fois que nous allons en Bretagne, il faut absolument que nous y consacrions une journée entière. Nous rentrons toujours à la maison les reins brisés et d’habitude notre botin est plutôt maigre car la pêche à pied c’est un peu comme la recherche des champignons: Ceux qui connaissent les bons coins ne te donnent pas le tuyau, et de toute façon, ils seront sûrement passés avant toi.  Mais c’est quand même l’occasion de respirer l’air vivifiant et iodé des côtes bretonnes pendant une journée entière.

Vous pouvez regarder quelques photos qui montrent parfaitement l’équipement (parfois plus que folklorique) des adeptes de ce sport, au long d’une journée typique de pêche à pied, à cette adresse:
http://www.bretagnelocations.com/peche-a-pied.htm

 

7 thoughts on “Le maree

  1. leggendo questo post mi è quasi sembrato di sentire odore di mare, di salsedine, di essere là con voi a passeggiare. una bella sensazione… pur abitando a pochissimi km dal mare ancora non ci sono mai andata… mi manca

    deb

  2. Maree così ampie sono tipici dei luoghi che si affacciano su grandi mari o sugli oceani.
    Durante la nostra ultima vacanza abbiamo spesso camminato su spiagge sabbiose che sembravano deserti tanto lontano era il mare da noi. La spiaggia era ampia decine e decine di metri, ma si vedeva chiaramente, contro gli scogli sotto le dune, a quanti metri sopra le nostre teste sarebbe poi risalita l’acqua poche ore dopo😉
    Ho il ricordo di una marea che risaliva velocemente. Ero su una di queste spiagge, volevo fotografare il mare lontano, il sole che si rifletteva. Allora ho preso la mia reflex ma mi sono accorto di essere all’ultimo scatto del rullino. Quindi ho riavvolto la pellicola caricata, l’ho estratta dalla macchina e ho caricato un nuovo rullino, ero pronto a scattare la foto…
    Avevo i piedi in acqua fino alle caviglie. E’ vero, la marea corre quasi come un cavallo😉

  3. Mont St.Michel ti rimane impresso nel cuore.
    Vorrei avere una conferma da te che lo conosci senza dubbio molto bene. Mi hanno detto che a passeggiare sul “bagnasciuga” lasciato libero dalla marea si rischia in alcuni punti l’effetto “sabbie mobili”. Ti risulta sia così?

  4. Si è vero. Sono morte diverse persone a causa della loro imprudenza. Ma più che sabbie mobili si tratta piuttosto di una melma (la vase in francese) che produce una sorta di effetto ventosa. Se si considera che spesso ci vanno con gli stivali è facile rimanere intralciati nei movimenti. Non si sprofonda fino al collo come nelle classiche sabbie mobili ma questo limo ma ti blocca velocemente.

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