Il giardino in bottiglia

***L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale ***

Giardino in bottiglia

Anche se non lo si direbbe è arrivata la primavera e lo spirito bucolico di Flora, la dea dei fiori e dei giardini, si deve essere improvvisamente impossessato di me. Si potrebbe dire che mi sono preso un trip per il giardinaggio. Ho cominciato cimentandomi con le cose più semplici come il vaso delle piante aromatiche. Ho riciclato una vasca grande che non usavo da tempo e ho piantato, basilico, salvia, origano e prezzemolo riccio. Poi ho comprato dei gerani e ho fatto due vasi nuovi. Dopodiché ho messo una vasca di primule nell’ingresso. Poi si sa, l’appetito viene mangiando allora ho acquistato 2 piccole schlumbergere e una mini edera per i tre vasetti di ceramica blu che avevo preso la settimana scorsa. Così tra portone d’ingresso, copridivano, mobile porta computer, il soggiorno è tutto in tinta che, come potete facilmente immaginare dal nickname che ho scelto, è il mio colore preferito.

Ho anche tirato fuori dalla vetrinetta un bel vaso di vetro che non avevo ancora mai usato e ho provato a fare un piccolo terrario. Ci ho messo 3 piantine verdi. Sul tavolo da pranzo fa proprio una bella figura.

Ma il mio obiettivo principale, il capolavoro finale al quale puntavo dal momento in cui l’ho scoperto nei vari tutorials pubblicati su Youtube era il giardino in bottiglia. Un microcosmo quasi del tutto autosufficiente  che, pare, non necessiterebbe di molta manutenzione. Siccome il mio pollice non è esattamente verde, l’idea che le piantine possano autogestirsi e arrangiarsi più o meno da sole mi è sembrata la soluzione ideale per le mie scarse capacità agricole.

Ecco il materiale che ho utilizzato per realizzarlo:

  • Una damigiana a bocca larga da 20 litri in vetro chiaro. L’imboccatura larga permette di infilare comodamente il materiale e le piantine.
  • Carbone attivo per assorbire l’acqua e trattenere alcune sostanze inquinanti.
  • Argilla espansa: contribuisce ad un buon assorbimento dell’acqua e drena il terreno.
  • Terriccio concimato di buona qualità
  • Imbuto artigianale fatto con carta da forno, per inserire carbone e argilla evitando di sporcare il vetro.
  • Piantine piccoline adatte a temperature umide e calde, nella fattispecie, edera, kenzia, spatifillo, fittonia, selaginella, asplenium, muschio.
  • Perle di vetro decorative e drenanti.
  • 1 bicchiere scarso di acqua distillata.

Ho tappato il contenitore e aspettato una notte. Il mattino successivo ho notato una leggera condensa sul vetro e sulle piantine. Questa umidità è poi sparita nel corso della giornata, segno che la quantità iniziale d’acqua era giusta. Sono stata fortunata, ho indovinato la dose perfetta al primo colpo. Adesso che il mio giardino in bottiglia è chiuso, il ciclo della pioggia è perenne; non dovrebbe più aver bisogno di ulteriore innaffiatura. Mi basterà controllare ogni tanto che non si creino muffe e potare le piantine in caso dovessero crescere troppo.

Sono proprio soddisfatta del mio esperimento di botanica!

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Aggiornamenti:

09/04/13: Sono passate quasi tre settimane e sono orgogliosa di comunicarvi che il mio mini mondo è ancora vivo e vegeto. Incredibile ma vero! Lo spatifillo ha fatto due fiori nuovi e cresce che è una meraviglia. L’edera ha messo su diverse foglioline tenere e sembra proprio a suo agio. Le kenzie ormai, stanno formando un piccolo boschetto che punta a raggiungere il tappo. Sto tenendo sotto controllo la sellaginella e la fittonia perché alcune foglie sono a contatto con la condensa del vetro e cominciano a marcire. Sono indecisa sul da farsi: Lasciare che si decompongano naturalmente o eliminarle? Aspetterò ancora un po’ e vedrò cosa fare. Non ho ho avuto bisogno di aggiungere acqua, il ciclo dell’acqua è quasi perfetto. Sto attenta a girare regolarmente la damigiana in modo che tutte le piantine ricevano più o meno la stessa quantità di luce ed evito accuratamente l’esposizione al sole diretto.

Se continua così credo che a breve, dovrò cominciare con la potatura.

Situazione al 03.04.13 - Vista dall'alto

Situazione al 03.04.13 – Vista dall’alto

17/08/13: 4 mesi sono passati da quando ho tappato la mia damigiana, eccomi qua per raccontarvi cos’è successo da allora:

Non ho aggiunto neanche una goccia d’acqua e sembra che le piante abbiano comunque abbastanza umidità. Anzi, una delle piantine è andata in putrefazione. Ho riflettuto molto sul da farsi: eliminarla o lasciarla lì in modo che serva da concime? Alla fine ho scelto la seconda opzione. Non so se questa decisione abbia causata la formazione di quei punti bianchi che mi paiono muffe.

Il muschio è bello verde e si sta allungando lungo le pareti umide. Tutte le altre piantine sono cresciute lentamente ma sembrano sane. Ad un certo punto ho notato la presenza di qualche moscerino ma adesso, non ci sono più.

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2 thoughts on “Il giardino in bottiglia

  1. BRAVO POUR TES TALENTS DE JARDINIERE.LE PRINTEMPS ARRIVERA PLUS VITE CHEZ TOI.ICI,RIEN N’EST COMMENCE.LE SOLEIL NE VIENT PAS VITE.BON COURAGE ET REUSSITE POUR TES PLANTATIONS!!!BISOUS!

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