Villa Maria Cecilia – Parte II

GuarigioneBuona notte un tubo! Mi sono svegliata due volte e ho dormito poco e male. Un po’ a causa del materasso che non è dei più comodi, e un po’ perché l’ansia cresce man mano che si avvicina l’ora fatidica.

  • Ore 6:30: Sveglia ufficiale.
  • Ore 7:30: Doccia disinfettante fatta, camice con motivi celestini indossato. Aspetterò solo l’ultimo momento per mettermi la cuffietta verde in testa e chiudere tutti i miei beni in valigia con il lucchetto. Mi hanno detto che posso stare tranquilla ma ho imparato che:

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

Certo, potrebbero portarsi via tutta la valigia, ma bisogna essere positivi e non pensare al peggio. Almeno avrò fatto tutto il necessario per evitare l’evitabile.

Ho i garguglioni dalla fame. Ho sete. Spero tanto di passare per prima e di non dover aspettare addirittura il pomeriggio come l’altra volta! Non c’è una lista definita in reparto e non c’è modo di saper quando mi toccherà, mi porteranno giù e mi parcheggeranno lì, a disposizione dei medici. Speriamo bene! Adesso mi tornano in mente alcuni brutti ricordi del 2007 e comincio ad essere un pochino agitata. Non vedo l’ora che sia tutto finito!

  • Ore 8:00: Si parte per il reparto “Emodinamica” in sedia a rotelle. Vengo parcheggiata accanto ad una signora anziana che, nonostante i divieti sta parlando al cellulare. L’infermiera interviene immediatamente, riprendendo l’arzilla vecchietta dall’inconfondibile accento bolognese:

Spenga subito! Lo sa che è assolutamente proibito, potrebbe interferire con la strumentazione!

Ma è mia figlia che mi sta cercando, risponde la nonnina, poi non lo so mica come si spegne!

Tra l’altro era scesa in emodinamica con tutta la borsa. Poi è arrivata la figlia che ha preso in consegna cellulare e borsetta. In fondo al corridoio osservo Maria, una specializzanda cubana che insegna passi di latino americano a Pavel, suo collega polacco. Quanto personale internazionale in questa clinica! C’era anche un medico messicano e un infermiere africano. Bene, almeno il loro spettacolo improvvisato mi distrae dal pensiero di quello che mi aspetta!🙂

  • Ore 8:30: Mi posizionano sulla barella e mi inseriscono l’ago cannula nella mano sinistra e i sensori dell’ECG dappertutto. In seguito il campo operatorio viene delimitato e l’operatore mi ricopre la testa con il telo verde, al ché sbotto:

“Ehi, un momento, non sono ancora morta!!!”😉

Mi viene praticata un’anestesia locale nella zona inguinale e poi il chirurgo introduce il catetere nell’arteria femorale per iniettare il liquido di contrasto. Questo brucia un po’ ma, tutto sommato è sopportabile.

A questo punto, il Dr Motti, il neurochirurgo che mi segue da 6 anni, rivolgendosi al medico che opera su di me fa:

“Attento a cosa dici perché questa paziente non ha peli sulla lingua”

Stavo per rispondere: “Se è per quello non ho peli neanche nelle parti basse” (colgo l’occasione per ringraziare la mia estetista Venusia (della serie “il destino in un cognome”), che grazie alle sue sapiente mani e alla “brasilian wax” mi ha evitato di cadere nelle grinfie della temibile infermiera decespugliatrice dal rasoio maledetto.) Consiglio a tutti quelli che si devono sottoporre a questo esame di affidarsi ad una professionista per evitare  più tardi di patire  le pene dell’inferno al momento della ricrescita. Esperienza personale.

Siccome questa battuta mi sembrava troppo spinta, mi sono limitata ad aggiungere un semplice:

“Certo! Lo sa che devo prendere appunti per il mio blog!?”

Dopo qualche minuto, il medico mi avverte che sentirò 3 o 4 vampate di caldo in testa. Questa è una sensazione abbastanza antipatica ma poi passa. In confronto all’angiografia del 2007, questa volta è andata decisamente meglio: Ho atteso molto meno e non ho sentito il catetere progredire dentro l’arteria, forse perché, a quanto pare, hanno usato una sonda di diametro inferiore.  Fatto sta che, mentre pensavo di dover subire altre vampate, il chirurgo mi avvertì che era finito.

Dopo una quindicina di minuti di pressione sulla ferita, mi viene applicato un bendaggio compressivo che dovrò tenere fino a domani mattina.

  • Ore 9:30: Ritorno in camera. Devo restare immobile, evitando di piegare la gamba destra fino a domattina. Mi viene somministrata una flebo di fisiologica e ho il divieto di bere e di mangiare fino a quando non farò la pipì.

“Non bevo da più di 12 ore, quanta pipì vuoi che faccia? Non mi scappa proprio per niente!”

  • Ore14:00: Mi spremo per bene ma riesco a produrre  soltanto qualche misera goccia.
  • Ore15:00: Mi hanno staccato la flebo ma di cibo in vista non c’è traccia e i garguglioni si fanno sempre più intensi.
  • Ore 17:00: Anche la merenda è sfumata! Io non resisto più e attacco i crackers che tenevo nel comodino. Se mi viene la nausea, vomiterò, toh!😉
  • Ore 18:45: Misurazione della temperatura. 35,8 Forse sono morta?
  • Ore 19:30: Cena, evviva! finalmente si mangia! Minestrina di farro, vitella al forno con finocchi lessi, panino schifido, mela. Per festeggiare ho aggiunto anche una mousse di frutta. Ci voleva proprio!
  • Ore 20;30: Visita della Dottoressa Ventrella. Che piacere rivederla, specialmente se mi autorizza ad alzarmi per andare in bagno.
  • Ore 20:30: E prendiamoci anche la camomilla, ero venuta apposta!😉 Guardo un’oretta di The Voice in televisione e mi metto a dormire.
  • Ore 8:00: Dopo una notte difficile a causa della posizione forzata e del materasso troppo duro, mi svegliano per la misurazione della pressione.
  • Ore 8:15: Il medico controlla la ferita, toglie il tampone compressivo e mi autorizza a piegare la gamba. Finalmente!
  • Ore 8:30: Colazione e mi metto a leggere nell’attesa che venga il Dr Motti a darmi il responso.
  • Ore 11:45: Con calma, arriva il mio medico che mi annuncia la buona notizia: SONO GUARITA! Devo soltanto rifare un’angiografia di controllo tra 5 anni.

Fino ad oggi non ero fuori pericolo. Sapere che adesso, se voglio, posso dormire senza cuscino, posso andare sott’acqua, posso abbassare la testa quanto mi piace è davvero una sensazione bellissima.

GUARITA, che parola meravigliosa! Mi sono tolto un peso!🙂

4 thoughts on “Villa Maria Cecilia – Parte II

  1. La cosa piu’ importante e’ proprio il fatto che tu sia GUARITA! Mi spiace che non siate passati da noi, ma capisco amche la gran voglia di tornare a casa, data la situazione. Sono contenta per te!🙂

  2. Vraiment très heureux de ce résultat qui met fin à un long cauchemar mais qui récompense tous les efforts que tu as fait pendant ces six dernières années.
    Je t’embrasse très fort!
    Albert

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