Bufale…a volte ritornano

Antibufala

Eccola di nuovo! La vecchia bufala dei servizi gratuiti che diventano improvvisamente a pagamento è tornata. A volte i riflettori vengono puntati su Facebook, altre volte su What’sapp. Questa volta è il turno dell’applicazione di messaggistica mobile multi-piattaforma che consente di scambiarsi messaggi coi propri contatti senza dover pagare gli SMS. What’s App Messenger è disponibile per iPhone, BlackBerry, Android, Windows Phone e Nokia.

Qualche giorno fa, un mio contatto mi ha mandato questo messaggio nel quale si annuncia l’imminente fine della gratuità del servizio. Prima di aderire a qualsiasi iniziativa e di condividere ogni appello più o meno allarmistico per evitare di cadere in eventuali tranelli e diffondere inutili catene di Sant’Antonio on line, ho preso la buona abitudine di controllare quello che mi viene detto. Come prima cosa, mi sono fiondata sul sito Antibufala di Paolo Attivissimo che non ha mai deluso le mie aspettative. Ho potuto vedere che si tratta di una cosa vecchia e ricorrente.

Innanzitutto bisogna precisare che What’sapp  non è mai  stata gratuita:

“La versione iOS/iPhone costa 99 centesimi di dollaro. La versione Android costa 99 cent l’anno dopo il primo anno, che è gratuito: c’è scritto chiaramente nella pagina di download presso Whatsapp.com (perlomeno se sapete leggere l’inglese. Ed è così almeno da un anno. La pagina dell’app su Google Play, invece, la indica come gratuita e questo può aver alimentato la confusione.”

Ma veramente ci sono persone che sollevano tutto questo polverone e si indignano di dover sborsare un euro e non prendono in considerazione l’evidente  e consistente risparmio sulle spese di SMS che permette di ottenere questa applicazione? E’ un po’ lo stesso discorso di quando i miei genitori non erano ancora PC-muniti: Li chiamavo sul telefono fisso tramite Skype, previo acquisto di credito: Non mi sono mai lamentata di spendere € 10,00 una volta all’anno o giù di lì per le mie lunghissime telefonate internazionali, essendo conscia che altrimenti, mi sarei sicuramente ritrovata con delle  bollette telefoniche esorbitanti.

Bisogna essere oggettivi, riconoscere il valore delle cose ed accettare di buon grado di pagare il dovuto.

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