Barcellona

Parco GüellQuando ho prenotato il volo per la Bretagna prima di Natale, ho commesso un grosso errore e mi sono ritrovata con un biglietto di ritorno Rennes-Parigi-Pisa non modificabile e non rimborsabile  per il 28 gennaio invece del 28 dicembre. Per rimediare in qualche maniera abbiamo pensato bene di individuare una destinazione da Rennes che ci permettesse di sfruttare in parte la situazione. E così abbiamo optato per una  delle città che da tanto tempo desideravamo visitare. Adesso posso dire che uno dei miei “mini traveldreams” per l’anno 2014 si è realizzato. Non posso dire di aver visitato a fondo la città ma mi accontento (per ora) di aver potuto camminare sul suolo spagnolo per poche ore. Siamo arrivati a Barcellona venerdì pomeriggio  e siamo partiti domenica mattina per un breve passaggio in Bretagna prima di tornare a casa. Un giorno e mezzo a Barcellona è davvero poco. Troppo poco per una visita approfondita, perciò avevamo deciso di limitare al massimo il nostro giro turistico. E’ stato un po’ come assaggiare un buon piatto e non poter gustarselo tutto ma è stato comunque sufficiente per farci un’idea. Vi assicuro che il poco che abbiamo visto non ci ha deluso. Barcellona è bellissima e vogliamo tornarci. Ma cominciamo dall’inizio:

Sistemazione in albergo:

Per raggiungere l’Hotel Vueling dall’aeroporto El Prat abbiamo scelto la soluzione più semplice e comoda: il taxi. La corsa è durata circa 20 minuti e ci è costata € 27,00. Ci sono mezzi di trasporto più economici come l’aerobus che assicura collegamenti diretti con il centro della città per pochi soldi o il treno o la metropolitana.

E’ un albergo moderno, simpatico, il cui arredamento segue il tema dell’aeroporto: Potrai fare il check in alla Reception e le hostess ti assegneranno una stanza /destinazione. A noi è capitata la stanza 302 dedicata a Vigo. La colazione si fa al Buffet/Terminal e devi sapere che in questo albergo non si dorme ma si vola 😉 (vedi foto)

Nonostante si affacciasse sulla Gran Via de les Corts Catalanes, la stanza è risultata assolutamente silenziosa, grazie alle doppie finestre munite di doppi vetri. Il bagno è separato dalla doccia e dal lavabo, ci sono molte prese a disposizione. Un gran bella comodità!

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Casa BattlòCasa Batlló:

Prima tappa del nostro mini programma di Must See in Barcellona era  l’opera più conosciuta del celebre architetto, simbolo del modernismo catalano Antoni Gaudì.

“Considerata una delle opere più originali del celebre architetto, l’edificio è stato dichiarato, nel 2005, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO”

Durante la nostra prima lunga camminata verso il centro, ce la siamo trovata di fronte al crepuscolo e abbiamo avuto la fortuna di trovare pochissima fila alla biglietteria. La visita con audio guida costa €21,50 ma li vale tutti, anche per chi (come me) non capisce assolutamente niente di arte. Sembra di ripercorrere i passi di Alice nel paese delle meraviglie, finestre arrotondate, colonne che sembrano femori (non per niente Casa Battló è conosciuta anche come la “Casa delle Ossa”. I balconi tondeggianti, l’esplosione di colori (in particolare le mille tonalità di blu) dei mosaici che ricoprono la facciata arrotondata e la tromba delle scale interne. Tutto è meravigliosamente strano e accattivante. Quando si raggiunge poi la terrazza attorniata da camini bitorzoluti sul tetto e si ammira la città dall’alto, una solo espressione esce prepotente dalla bocca: “Wow!!!!” Qui trovate il sito ufficiale.

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TapasLe tapas

Dopo aver camminato per più di 6 km per il centro città e le meraviglie di Casa Battló, era giunta l’ora di andare a cena. Chiedendo informazioni ai passanti qualcuno ci indirizzò verso un localino non lontano: Tapas24 sembrava molto rinomato, anche dalle recensioni  lette su Trip Advisor.

Come da nostra abitudine abbiamo effettuato la nostra scelta sbirciando nei piatti dei nostri vicini di tavolo e affidandoci alle raccomandazioni del nostro  cameriere oltre alla lavagna del menù. Il bikini al tartufo e prosciutto di Serrano, la “bomba de la barceloneta” (polpetta di patate e carne piccante) ci sono piaciuti moltissimo. E per concludere in bellezza ci è sembrato giusto ordinare la crema catalana.

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Mercato coperto la Boqueria

La Boqueria

Altro punto di interesse che volevo assolutamente vedere era il mercato coperto della Boqueria, dove ci siamo recati dopo esserci fatti spennare per benino  per una colazione di pessima qualità in un locale delle Ramblas come da copione. Cosa ricorderò della Boqueria?

  • L’abbondanza delle merci esposte e ordinate in modo quasi maniacale: Ho assistito alla costruzione di una piramide di ciliege, posizionate una ad una da una commerciante seduta davanti al suo banco per lavorare con più precisione.
  • I colori accesi che invitano a scattare una foto dopo l’altra nonostante gli incomprensibili divieti posti da molti venditori. Possibile che non capiscano che i turisti che fotografano il loro banco sono potenziali acquirenti? Se mi tratti male, io non ti compro nulla e vado altrove!
  • I prezzi dei generi alimentari più bassi di quelli che possiamo trovare in Italia. Fa eccezione il famoso prosciutto di Serrano che costa un botto.

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PGParco Güell:

“Il Parco Güell è una delle realizzazioni dell’architetto Gaudí a Barcellona che appaiono nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Progettato agli inizi del Novecento, sarebbe dovuto diventare una città-giardino. È un parco pubblico con all’interno un museo a cielo aperto, visitabile tutto l’anno, e uno dei monumenti-simbolo della città catalana, con un’alta frequentazione turistica.”

Alta frequentazione turistica è dire poco! Non sono riuscita a fare una foto decente della famosissima salamandra. Greggi di turisti ovunque: sulla scala monumentale, sulle panchine di mosaici colorati che circondano Piazza della Natura, e nella Sala delle 100 colonne.

Intanto abbiamo bloccato la biglietteria automatica e tutta la fila dietro di noi, con una semplice moneta da 2 euro. Forse perché era una moneta italiana? 😉

“La mattinata comincia bene!!!” 😉

Abbiamo cercato di sfuggire il più possibile al flusso dei visitatori dribblando orde di giapponesi, andando contro corrente e imbucandoci nel Giardino Austriaco ma non c’è stato niente da fare. Non siamo neanche riusciti a visitare la casa del Guardiano. Troppa gente. Bello ma basta così! Dopo aver completato il giro abbiamo deciso di dirigerci verso…

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Sagrada FamiliaLa Sagrada Familia

“E’  una grande basilica cattolica (minore), tuttora in costruzione, capolavoro dell’architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano. La vastità della scala del progetto e il suo stile caratteristico ne hanno fatto uno dei principali simboli della città, nonché una delle tappe obbligate del turismo di massa; secondo i dati del 2011 è il monumento più visitato in Spagna, con 3,2 milioni di visitatori (seguito dal Museo del Prado e dall’Alhambra di Granada).

Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di fare soltanto il giro esterno. La fila alla biglietteria si sviluppava su tre lati di quel che più che monumento mi è sembrato un catafalco mastodontico e surrreale. Osservando le strane escrescenze che spuntano da ogni dove ho pensato che quell’uomo (Gaudì) non doveva stare bene durante i suoi momenti creativi,  oppure non aveva digerito i peperoni della sera precedente 😉

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Conclusione:

Barcellona mi è piaciuta molto e merita una visita approfondita e  organizzata. L’impatto è stato piacevole e mi  è venuta una gran voglia di imparare lo spagnolo. Sono pronta a tornarci per una vera vacanza. Questa è stata soltanto una prova, un assaggio veloce buttato lì così, alla rinfusa. Devo fare pratica!

Nella galleria fotografica troverete una pagina dedicata. Colgo l’occasione per ringraziare l’autrice del travel blog Via che si va per avermi autorizzata a usare il suo hashtag #in10scatti.

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2 thoughts on “Barcellona

  1. Magnifique reportage, Cris. J’ai beaucoup aimé tes commentaires, notamment sur Gaudi, et te souhaite de pouvoir approfondir tes connaissances sur Barcelone à l’occasion de belles vacances…

  2. Breve soggiorno… ma con un grande ricordo nel cuore! Ed il tuo mini reportage testimonia che non hai lasciato nulla al caso! vedrai, ci ritornerai presto… basta pensarlo con tanta determinazione poiché ogni sogno, può diventare realtà. Basta crederci
    Serena settimana :-)c

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