Weekly Photo Challenge: Let There Be Light!

Lume di candelaE la luce fù! Traduzione italiana per il tema della sfida fotografica del Daily Post di questa settimana.

“In time for the shortest days of the year (at least in the northern hemisphere), let’s give our trusty lightbulbs, flickering candles, and pedestrian street lamps their due respect.

IN A NEW POST CREATED FOR THIS CHALLENGE, SHARE A PHOTO THAT FEATURES A LIGHT SOURCE.”

Una cenetta romantica a lumi di candela? Invece no! E’ solo che c’è stato un black out e ne ho approfittato per fare qualche scatto 😉

Razza (dis)umana

Da brava toscana (naturalizzata), l’unico commento che mi viene da fare è “Bravo bischero! L’unico futuro che ti meriti è proprio quello descritto nel corto”. Mi chiedo se siamo ancora in tempo ad invertire la rotta ed evitare l’auto distruzione. Per i danni che abbiamo procurato al pianeta, temo che oramai sia troppo tardi.

Che tristezza! 😦

Weekly Photo Challenge: Horizon

Panoramica, clicca per ingrandireIl tema della sfida fotografica della settimana del “Daily post at wordpress.com” è l’orizzonte, lo skyline, il punto che congiunge il cielo alla terra, o al mare nel mio caso.

“Horizon. The space or line where the sky meets the earth. So many places where the sky meets the earth around the world, and millions of interactions between two elements. It can be water, a city skyline, a forest, a wasteland, a desert, a sunset outside your bedroom window. Is there a particular horizon which speaks to you? In a new post specifically for this challenge, share a photo which means HORIZON to you!

Ecco il mio orizzonte personale! Si tratta di una panoramica, non di grande qualità fotografica che mi permette però di mostrarvi il meraviglioso spettacolo al quale ho la fortuna di poter assistere giorno dopo giorno.

La Faccia di Pietra

Facia di pietraSulla parete rocciosa  che costeggia la strada che da Baratti porta a Populonia, se aguzzate la vista, potrete individuare questa strana scultura. Ogni volta che vado lassù, non posso fare a meno di rivolgerle un’occhiata. Mi ha sempre incuriosita: Chissà quando è stata fatta? Chi è il suo autore?

Per cercare di soddisfare la mia curiosità ho lanciato un appello sulla pagina Facebook di un noto gruppo locale frequentato da tanti eminenti san vincenzini DOC. Chi meglio di loro poteva aiutarmi in questa ricerca? E’ stato interessante leggere i commenti dei partecipanti alla discussione. Chi diceva che l’opera risale almeno agli anni 60, chi non ne conosceva neanche l’esistenza. Ma il contributo decisivo a svelare il mistero è stato quello di Walter.

A quanto pare, il pittore e scultore fiorentino Elio Fiore conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Pirzio trascorse alcuni anni proprio a Baratti, dove si dedicò alla sua arte.

Dall’inizio degli anni ’70 Pirzio diventa quasi pittore di moda: sono oltre cento i ritratti che in questo periodo escono dal suo Studio. Ma il ritratto su commissione lega la mano dell’artista come la catena il condannato, così si dedica alla ricerca di materiali primari tra i quali le scorie di ferro, trovato sulle spiagge dell’ amato Golfo di Baratti:

In effetti, in una fotografia trovata in rete, si indovina un 72 o 78 inciso sotto alla testa.

Qui trovate il sito ufficiale dell’artista, da dove ho estrapolato la citazione precedente. Qualche giorno fa ho mandato una mail all’amministratore del sito nella speranza di ricevere una conferma ufficiale della paternità dell’opera. Non appena avrò notizie a riguardo aggiungerò un commento al mio articolo. Se si guarda questa foto di sua scultura della serie “uomini di sempre” risulta molto difficile negare che  assomigli incredibilmente a quella che ho rinominato “La Faccia di Pietra di Baratti”.

Per i geocachers o semplicemente per i curiosi che vogliono andare a  colpo sicuro, basterà inserire queste coordinate geografiche nel  navigatore GPS:

N 42.9855304    E 10.4947381

Bufale…a volte ritornano

Antibufala

Eccola di nuovo! La vecchia bufala dei servizi gratuiti che diventano improvvisamente a pagamento è tornata. A volte i riflettori vengono puntati su Facebook, altre volte su What’sapp. Questa volta è il turno dell’applicazione di messaggistica mobile multi-piattaforma che consente di scambiarsi messaggi coi propri contatti senza dover pagare gli SMS. What’s App Messenger è disponibile per iPhone, BlackBerry, Android, Windows Phone e Nokia.

Qualche giorno fa, un mio contatto mi ha mandato questo messaggio nel quale si annuncia l’imminente fine della gratuità del servizio. Prima di aderire a qualsiasi iniziativa e di condividere ogni appello più o meno allarmistico per evitare di cadere in eventuali tranelli e diffondere inutili catene di Sant’Antonio on line, ho preso la buona abitudine di controllare quello che mi viene detto. Come prima cosa, mi sono fiondata sul sito Antibufala di Paolo Attivissimo che non ha mai deluso le mie aspettative. Ho potuto vedere che si tratta di una cosa vecchia e ricorrente.

Innanzitutto bisogna precisare che What’sapp  non è mai  stata gratuita:

“La versione iOS/iPhone costa 99 centesimi di dollaro. La versione Android costa 99 cent l’anno dopo il primo anno, che è gratuito: c’è scritto chiaramente nella pagina di download presso Whatsapp.com (perlomeno se sapete leggere l’inglese. Ed è così almeno da un anno. La pagina dell’app su Google Play, invece, la indica come gratuita e questo può aver alimentato la confusione.”

Ma veramente ci sono persone che sollevano tutto questo polverone e si indignano di dover sborsare un euro e non prendono in considerazione l’evidente  e consistente risparmio sulle spese di SMS che permette di ottenere questa applicazione? E’ un po’ lo stesso discorso di quando i miei genitori non erano ancora PC-muniti: Li chiamavo sul telefono fisso tramite Skype, previo acquisto di credito: Non mi sono mai lamentata di spendere € 10,00 una volta all’anno o giù di lì per le mie lunghissime telefonate internazionali, essendo conscia che altrimenti, mi sarei sicuramente ritrovata con delle  bollette telefoniche esorbitanti.

Bisogna essere oggettivi, riconoscere il valore delle cose ed accettare di buon grado di pagare il dovuto.

Scale musicali

E' proprio vero che l’animo umano non invecchia mai. Si rimane fanciulli per sempre, nonostante le ineluttabili trasformazioni del corpo. A dimostrazione di questo, vi propongo questo filmato che risale a qualche anno fa nel quale vedrete che, se si propone un metodo divertente per fare una cosa ritenuta noiosa o faticosa, il successo è assicurato.

“We believe that the easiest way to change people’s behaviour for the better is by making it fun to do. We call it The fun theory.”
“Noi crediamo che il modo migliore per cambiare il comportamento delle persone è facendole divertire. Noi la chiamamo The Fun Theory (la teoria del divertimento)

Per combattere la sedentarietà e dichiarare guerra ai chili di troppo e invogliare le persone a fare un po’ di movimento in più, incitandoli a non prendere le scale mobili, qualcuno ad Odenplan (una stazione della metropolitana di Stoccolma)  ha pensato bene di trasformare le scale in una specie di tastiera di pianoforte gigante, proprio come nella famosa scena del film con Tom Hanks “Big”.

Ha funzionato? Guardate il filmato e giudicate voi stessi! Bambini, adulti e anche persone anziane hanno scelto a larga maggioranza la salita più divertente. Pare che il 66% in più di persone ha preferito fare le scale piuttosto che prendere quelle mobili!

Ma non pensate che funzioni soltanto in Svezia! Il filmato seguente è stato girato a Milano nel febbraio 2010.  Il Comune ha realizzato la stessa installazione promossa dalla Volkswagen l’anno prima in Svezia, in Piazza Duomo accogliendo la proposta di Red Ronnie che aveva apprezzato il video su Youtube.

In questo caso un ragazzo melomane è addirittura riuscito a suonare “su larga scala” l’inno alla gioia di Beethoven! 🙂

Weekly Photo Challenge: An unusual POV

Lo strano sguardo della gru incoronataQuesta foto fa già parte della pagina del mio blog dedicata agli animali, non è stata scattata espressamente per il challenge fotografico di questa settimana ma volevo proporvela di nuovo per due motivi: Il primo è che corrisponde perfettamente al tema dell’inusuale punto di vista ma soprattutto perché questa foto è una delle mie preferite: Non sarà tecnicamente perfetta, ma ha il grande pregio di farmi sorridere. Sempre! Quando ho un attimo di tristezza, basta che gli dia un’occhiata e mi torna il buon umore.

Mi auguro che faccia lo stesso effetto anche a voi 🙂