Scale musicali

E' proprio vero che l’animo umano non invecchia mai. Si rimane fanciulli per sempre, nonostante le ineluttabili trasformazioni del corpo. A dimostrazione di questo, vi propongo questo filmato che risale a qualche anno fa nel quale vedrete che, se si propone un metodo divertente per fare una cosa ritenuta noiosa o faticosa, il successo è assicurato.

“We believe that the easiest way to change people’s behaviour for the better is by making it fun to do. We call it The fun theory.”
“Noi crediamo che il modo migliore per cambiare il comportamento delle persone è facendole divertire. Noi la chiamamo The Fun Theory (la teoria del divertimento)

Per combattere la sedentarietà e dichiarare guerra ai chili di troppo e invogliare le persone a fare un po’ di movimento in più, incitandoli a non prendere le scale mobili, qualcuno ad Odenplan (una stazione della metropolitana di Stoccolma)  ha pensato bene di trasformare le scale in una specie di tastiera di pianoforte gigante, proprio come nella famosa scena del film con Tom Hanks “Big”.

Ha funzionato? Guardate il filmato e giudicate voi stessi! Bambini, adulti e anche persone anziane hanno scelto a larga maggioranza la salita più divertente. Pare che il 66% in più di persone ha preferito fare le scale piuttosto che prendere quelle mobili!

Ma non pensate che funzioni soltanto in Svezia! Il filmato seguente è stato girato a Milano nel febbraio 2010.  Il Comune ha realizzato la stessa installazione promossa dalla Volkswagen l’anno prima in Svezia, in Piazza Duomo accogliendo la proposta di Red Ronnie che aveva apprezzato il video su Youtube.

In questo caso un ragazzo melomane è addirittura riuscito a suonare “su larga scala” l’inno alla gioia di Beethoven! 🙂

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Longevità 

100
Aabato abbiamo festeggiato il centesimo compleanno di Solidea, la mamma di Marcello, una donna forte, sana, lucida che non si lamenta mai. Un pranzo in famiglia, la torta con tre candeline a forma di numero (se no la torta sarebbe costata meno delle candeline ) e la processione di amici e vicini che hanno riempita la casa di piante (la sua grande passione) hanno scandito la giornata. Oggi dovrebbe venire il sindaco a portarle il mazzo di fiori che aspetta da anni. Tanti auguri!

Buon complemicio, Piuma!!

Complemicio
Tanti auguri alla mia Piuma, per il suo sedicesimo compleanno. Già! Sedici anni… Nel lontano maggio 1991, nacque la gatta che vive con me, la mia compagna pelosa (che in questo momento  sta russando come un trattore ). Non conoscendo il giorno esatto, ho scelto  il quindici come data ufficiale del suo compleanno. Qualche mese più tardi, la mia amica Ceci mi mise in grembo (a tradimento) quella piccola palla di pelo,  che chiedeva casa e affetto a suon di fusa. Come potevo resistere? All’epoca era minuta e il nome che scelsi per lei le stava benissimo…. ma dopo le cose cambiarono.

La canzone del giorno in cui sono nata

***L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale***

Juke box
Quale canzone stava in cima alla Hit parade nel giorno in cui siete nati? Per me era I Can’t Stop Loving You di Ray Charles negli USA e Come Outside di Mike Sarne e Wendy Richard in Inghilterra. Ora mi toccherà far lavorare l’asinello perchè queste due canzoni non mi dicono un bel niente.
Provate qui: This Day In Music
Aggiornamento: l’asinello ha fatto il suo lavoro a metà: per ora mi ha portato solo "Come outside" rovinata dall’accento terribile della cantante. Potete ascoltare l’anteprima nella versione di Mike Sarne da solo, qui



Quel était le tube du jour de votre naissance? Pour moi c’était I Can’t Stop Loving You de Ray Charles aux USA et Come Outside de Mike Sarne et Wendy Richard en Angleterre. Il me faudra mettre le petit âne au boulot, car ces deux chansons ne me disent absolument rien.
Vous pouvez essayer ici: This Day In Music
Mise à jour: Le petit âne n’a fait que son devoir à moitié et pour l’instant il ne m’a rapporté que Come Outside,  massacrée par l’accent terrifiant de la chanteuse . Vous pouvez en écouter un extrait (version Mike Sarne, sans Wendy)  ici.

Specchi deformanti?

***Quest’immagine è stata trovata in rete, e non ritrae (purtroppo) la sottoscritta***


Qual’è la vera Blutriskell, Cris, Cristina o Marie Christine, che dir si voglia? Quella che mi sento davvero di essere: una ragazza tra i 25 e 30 anni che pensa che ha ancora tutta la vita davanti a se, che c’è tempo per pensare alle noie del futuro? Oppure la donna che effettivamente compirà 44 anni tra qualche giorno e che ogni mattina, appena si risveglia, deve far mente locale e dirsi "ah, già…sono 43, giusto… 43 anni, cosi tanti?" cercando di calarsi con fatica nella realtà?
Vorrei capire dove sta l’inghippo: gli specchi di casa mia mi rimandano un’immagine di me stessa che in fondo non mi dispiace troppo; Oddio, ho avuto giorni migliori, ho doppiato il Capo dei Vent’anni da tanto tempo e la pelle del mio viso comincia a urlarmi l’evidenza ma in fin dei conti, può ancora andare bene, c’è molto di peggio.
Quello che non capisco è che, vedermi negli specchi estranei, come quelli dei camerini quando provo un vestito in una boutique cosi come qualsiasi altro specchio che non sia lo specchio di casa mia, mi provoca sempre uno schock: Non mi riconosco mai alla prima occhiata. Mi sembra impossibile che quella donna in carne di mezza età,  sia proprio io. Poi mi arrendo tristemente all’evidenza: "Non c’è dubbio, devo proprio essere io, ma come mi sono ridotta?"
Ma non c’è niente di peggio che vedermi in fotografia: devo immancabilmente chiedere conferma a chi mi sta accanto se sono proprio cosi, se mi vedono effettivamente cosi; la risposta è sempre la solita, raggelante e desolante: "Si, sei proprio tu!" Le fotografie sono imparziali e impietose; non puoi più, come lo faresti davanti allo specchio, cercare di cambiare posa, tirare dentro la pancia. Sono istantanee indelebili sulle quali non hai purtroppo nessun controllo.
Allora il mese scorso, ho deciso di provare a migliorare il mio aspetto. Prima di tutto, devo perdere qualche chiletto, perchè l’ascensore del Forum di Assago tappezzato di specchi mi ha fatto vedere la mia silhouette vista dal lato sud, quello che non vedo mai, e quello che ho visto non mi è piaciuto. Basta pane, riduciamo le dosi e eliminiamo le porcherie! Poi per la prima volta nella mia vita, mi sono regalato un mese di trattamenti dall’estetista. La doccia tropicale è una cosa meravigliosa: sdraiata su un lettino di legno sovrastato da una lampada che ti immerge in una luce verde o blu, a seconda dell’effetto cromoterapeutico desiderato, vieni incartocciata fino al collo come un’orata al guazzetto e avvolta in una nuvola di vapore caldo, profumato con olii essenziali. Poi comincia la doccia vera e propria, gocce grandi e morbide che cadono come una vera pioggia amazzonica. E’ una cosa totalmente rilassante, una coccola globale.
Direi una bugia se non ammettessi che il mio primo pensiero, quando l’estetista mi ha fatta stendere su quel tavolo di legno, sotto a quella lampada, è stato "Ora muoio e da quella porta tra poco entrerà Gil Grissom per eseguire la mia autopsia!"

Prossima tappa: i capelli, ma prima devo trovare un parrucchiere che sappia il fatto suo e non un semplice tosa pecore come quello di cui parla Laura del blog Nelsaccoconilgatto.

Le cure e la dieta cominciano a dare il loro frutti: i primi 3 chili se ne sono andati, i rotolini sui fianchi cominciano a diminuire e credo che con un po’ di attenzione e costanza, si sta avvicinando il giorno in cui ricomincerò a meglio accettare l’immagine nello specchio.



Qui est réellement Blutriskell, Cris, Cristina ou Marie Christine, peu importe son nom? Celle que j’ai la sensation d’être: une jeune femme de 25-30 ans qui pense avoir encore toute la vie devant soi et qui pensera plus tard aux problèmes du futur? Ou bien cette femme qui fêtera  ses 44 ans dans quelques jours et qui, chaque matin à son réveil, doit se répéter "ah, oui… c’est vrai 43 ans……déjà 43 ans?" en s’efforçant de s’immerger dans la réalité.?
Je voudrais bien savoir où est le truc: Les miroirs de ma salle de bains me renvoyent une image qui, au fond ne me déplaît pas trop; Évidemment, il y a eu mieux, j’ai passé le Cap des Vingt Ans depuis bien longtemps et la peau de mon visage commence à me hurler l’évidence, mais en fin de compte, ça peut encore aller et il y a bien pire!!
Ce que je ne comprends pas c’est que, quand je me regarde dans les miroirs des cabines d’essayage  dans les boutiques ou dans tout autre miroir qui se trouve ailleurs que chez moi, j’ai toujours un choc: Je ne me reconnais jamais au premier coup d’œil. Il me paraît impossible que je sois vraiment cette femme bien en chair qui me fixe. À la fin je me rends tristement à l’évidence: "Il n’y a aucun doute, c’est bien  moi, mais que m’est-il arrivé?"
Cependant, il n’y a rien de pire que de me voir en photo: À chaque fois il faut que je demande à ceux qui m’entourent si je suis vraiment comme cela, s’ils me voient vraiment de cette manière: La réponse est toujours la même, elle me gêle et me désole: " Mais oui, c’est bien toi!" Les photographies sont impartiales et implacables; On ne peut plus essayer de changer de pose, rentrer son ventre comme on le ferait devant la glace. Ce sont des instantanées indélébiles sur lesquelles on n’a plus aucun contrôle.
Alors le mois dernier, j’ai décidé de tempter d’améliorer mon aspect. Pour commencer, je dois perdre quelques kilos, parce que l’ascensceur du Forum de Assago, couvert de miroirs m’a montré ma silhouette vue de dos, celle que je ne vois jamais, et ce que j’ai vu ne m’a pas plu.  Fini le pain! Réduisons les doses et éliminons les cochonneries! Et puis, pour la première fois de ma vie, je me suis offert un mois de traitements chez l’esthéticienne. La douche tropicale est une merveille: Allongée sur un lit en bois illuminé par une lampe qui te plonge dans une lueur verte ou bleue, selon l’effet chromothérapeutique désiré, on t’enveloppe jusqu’au cou dans une papillotte comme une dorade au four, dans un nuage de vapeur chaude parfumée d’huiles essentielles. C’est alors que commence la douche proprement dite, de grosses gouttes tombent doucement comme s’il pleuvait au cœur de l’Amazonie. C’est le relax total, une caresse globale.
Je mentirais si je n’admettais pas que la première chose qui m’est venue à l’idée, quand l’esthéticienne m’a dit de m’étendre sur cette planche, sous la lampe, fût: "Maintenant je vais mourir et  Gil Grissom va bientôt franchir cette porte pour procéder à mon autopsie!!"

Prochaine étape: Les cheveux, mais d’abord il faudra que je trouve un coiffeur digne de ce nom et pas un simple  tondeur de moutons comme celui dont parle Laura dans son blog Nelsaccoconilgatto.

Les soins et le régime commencent à donner leurs fruits: les trois premiers kilos ont disparu, les bourrelets sur les hanches commencent à s’estomper et je crois qu’avec un peu d’attention et de constance, le jour où je recommencerai à mieux accepter mon reflet dans le miroir, s’approche de plus en plus.