Cittadina (anche) italiana!

Cuore in mano
  • Aveva circa 12 anni quella bimba timida quando prese coscienza che il suo cognome non era francese e che questo la rendeva diversa dalle sue compagne di classe.
  • Aveva circa 16 anni quella ragazzina quando avvertì i suoi genitori che vedeva il suo futuro nel Bel Paese e che avrebbero dovuto farsene una ragione.
  • Aveva 18 anni quella ragazza quando mise piede in Italia per la prima volta, rimanendo come folgorata da questo mondo così diverso dal posto dove era nata e cresciuta. Più caldo, più luminoso, più vivo.
  • Aveva 20 anni quando, quel giorno di agosto, il destino decise che per lei e la sua famiglia il viaggio verso la Sicilia doveva invece fermarsi a San Vincenzo.
  • Aveva 23 anni quando, finiti gli studi, decise di trasferirsi a Roma per cercare lavoro nel settore turistico ma una persona fidata, per fortuna, le offrì una opportunità diversa in un porto sicuro.
Quanta determinazione ho avuto da ragazza! Non ci credo ancora di essere riuscita a trasformare il mio sogno in realtà!

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Michel L.

Oscar

Ho scoperto che mia mamma è la cugina della moglie di uno zio di un musicista/compositore famosissimo in Francia (e non solo), che nella sua carriera ha vinto ben 3 premi Oscar e una caterva di altri riconoscimenti importanti. Quasi quasi, sfrutto la lontanissima parentela per chiedere uno sconto sui biglietti d’ingresso al cinema 😉

Per la serie “lei-non-sa-chi-sono-io”! 😉

Tributo all’ 11 settembre

WTCCi sono date che segnano un’epoca, che cambiano il mondo ed entreranno a far parte dei libri di storia. Una di queste è l’11 settembre 2001. Sono già passati 5 anni dall’attentato delle Torri Gemelle nel quale persero la vita 2996 persone. Come dicevo ci sono date che ti segnano, che non dimenticherai mai più. Sono sicura che tutti si ricordano perfettamente di quel giorno.

Io ero a Brescia, in biblioteca, stavo cercando dei documenti per la mia ricerca genealogica. Il bibliotecario ricevette una telefonata nella quale gli dicevano cos’era successo. "Un aereo contro il World Trade Center" e lui, trasmise la notizie a tutti i presenti. Sul momento non capimmo, pensavamo ad un banale incidente, siamo stati senza TV tutto il giorno. Poi nel corso della giornata ma specialmente durante il viaggio di ritorno le cose si fecero più chiare e terribili, grazie agli aggiornamenti ininterrotti che trasmise  RTL 102.5 per tutto il giorno e tutta la notte.
Nessun altra giornata è impressa in modo cosi profondo e preciso nella mia memoria.



Il y a des dates importantes, des jours qui changent le monde et entrent dans les livres d’histoire. Une de ces dates est le 11 septembre 2001.  Cinq ans sont déjà passés depuis l’attentat des Tours Jumelles, au cours duquel 2996 personnes ont perdu la vie. Je disas qu’il y a des dates qui te marquent, que l’on n’oubliera plus et je suis sûre que chacun se souvient parfaitement de ce jour.

Pou ma part, j’étais à  la bibliothèque de Brescia, je cherchais des documents pour mon dossier de généalogie. Le bibliothécaire a reçu un coup de téléphone et il fut mis au courant de ce qu’il était arrivé. "Un avion a heurté le World Trade Center". C’est lui qui nous a retransmis la nouvelle. Sur le coup nous n’avions pas compris grand chose, nous pensions qu’il s’agissait seulement d’un simple accident, n’ayant pas pu voir la télé. Petit à petit, les choses se sont éclaircies, terriblement éclaircies, même, C’est surtout pendant le voyage de retour que nous avons pris conscience de la gravité de la situation, grâce aux informations continues diffusées par RTL 102.5 24 heures sur 24. Je crois qu’à part ce 11 septembre, aucune autre date n’est gravée dans ma mémoire de façon aussi forte et précise.

Ricordi d’infanzia

Le Villou

C‘era una volta, in un paesino della Bretagna che contava meno di 700 anime, una bimba alta e magra al punto da assomigliare ad un asparago. Tutti i giorni si incamminava verso la scuola delle suore, o piuttosto dellA suora, perché Sœur Jean era l’unica insegnante. Si dedicava a rotazione alle 4 classi della scuola. Ogni classe era composta da tre o quattro alunni. L’ultimo anno delle elementari eravamo in quattro nella mia classe, c’era Jean Mi (diminutivo di Jean Michel), Jacqueline, Josiane e io. Ogni trimestre, io e Jean Mi lottavamo per il titolo di primo della classe. Effettivamente non era poi molto difficile e così ci alternavamo. L’anno successivo, la storia cambiò perché le scuole medie più vicine si trovavano a Dinan, a 10 km dal paesello.

Per facilitarmi le cose, i miei pensarono bene di iscrivermi al Lycée de Jeunes Filles Broussais in regime di “internat”, entravo il lunedì mattina e tornavo a casa il sabato a mezzogiorno, con un’uscita il mercoledì pomeriggio quando mi veniva a trovare Mamma. Ma non aveva preso in considerazione il fatto che non avrei sopportato tutti questi cambiamenti drastici. Ritrovarmi in un colpo solo lontana da casa per tutta la settimana, in una scuola enoooooooorme con un sacco di classi (normali) di 30 bambine, mi procurò uno stress terribile. Per 15 giorni, non ho fatto amicizia con nessuno, troppo timida per avvicinarmi alle bambine sconosciute; avevo delle ferite all’altezza delle caviglie per colpa della cartella (all’epoca non esistevano gli zaini) piena di tutti i libri e tutti i quaderni di tutta la settimana che mi portavo sempre appresso, nessuno mi aveva detto che “les internes” avevano un armadietto a disposizione. Quando arrivava il mercoledi pomeriggio, ero felice di vedere la mia Mamma per i primi 5 minuti, dopo di ché cominciavo a piangere ed implorarla di non rimandarmi lì dentro. Per quindici giorni ho mangiato e dormito pochissimo. Ero a un passo dalla depressione più nera. Poi i miei genitori mi tolsero dall’internat e mi bastò prendere la corriera mattina e sera per riprendere a vivere. Piano piano mi sono creata le mie amicizie e tutto proseguì normalemente.

Passarono tre anni, acquisii un pochino di sicurezza in me stessa ma mi rendevo conto con disappunto di essere normale, anonima in mezzo a centinaia di altre ragazzine. Fino al momento in cui scoprii che il mio cognome era italiano. Un pensiero si intrufolò nella mia mente: “Ecco, questa è una cosa che le altre non hanno, allora sono diversa dalle mie compagne!” e questa sensazione fece crescere la mia autostima e la considerazione che, forse anch’io potevo essere interessante in qualche maniera.

Cominciai a tempestare mio padre di domande sul perché e il percome i suoi genitori erano arrivati in Bretagna e fu in quel momento che nacque la mia grande curiosità sull’Italia e tutto quello che potevo collegare a questo paese, come la musica, la cultura, le targhe delle macchine, la cucina.

Decisi poi di intraprendere la ricerca dei miei antenati. Mia nonna paterna era già mancata da qualche anno, prima che potessi chiedere direttamente a lei di soddisfare le mie curiosità e Papà, putroppo, non sapeva molto. Per questo scelsi il metodo scientifico. Chiesi all’anagrafe di Dinan, il mio atto di nascita e fu l’inizio di una lunga avventura. L’atto di nascita di una persone riporta il nome, data e luogo di nascita dei genitori e molte altre informazioni sono trascritte nelle annotazioni marginali. Scrivendo ai comuni che via via scoprivo nei vari atti, anno dopo anno, come un segugio che segue le tracce della preda, riuscii a risalire al luogo di nascita del mio bisnonno: Correggio in provincia di Reggio Emilia.

***(segue)***

 


Il était une fois, dans un village breton de moins de 700 habitants, une fillette tellement longue et maigre qu’elle ressemblait à une asperge. Tous les jours, elle allait à l’école à pied. Le nom de l’école des sœurs, ou plutôt de LA sœur, parce qu’il n’y avait qu’une enseignante, était le Villou. Sœur Jean s’occupait de 4 classes, à rotation. Chaque classe était formée de 3 ou 4 élèves. Pendant la dernière année des primaires, nous étions 4 dans ma classe, il y avait Jean Mi (diminutif de Jean Michel), Jacqueline, Josiane et moi. Chaque trimestre je luttais contre Jean Mi  pour obtenir le titre de premier de la classe. Évidemment, on n’avait pas beaucoup de mérite et on s’alternait, une fois lui, une fois moi. L’année suivante, les choses furent tout à fait différentes puisque le lycée le plus proche se trouvait à Dinan, à 10 km de mon village.

Pour me faciliter les choses, mes parents m’avaient inscrite comme interne au Lycée d’État de Jeunes Filles Broussais, j’y rentrais le lundi matin et j’en sortais le samedi midi. On avait droit à une sortie le mercredi après-midi. Mes parents avaient choisi cette solution pour mon bien, mais ils ne pouvaient pas s’imaginer que je n’aurais pas supporté tous ces changements. Je me suis retrouvée tout à coup loin de chez moi pendant toute la semaine, dans une école enooooooorme qui comptait une infinité de classes nombreuses (30 filles, ce n’était normal que pour les autres!). Tout cela m’a procuré un stress terrible. Pendant 15 jours je n’ai parlé à aucune de mes compagnes, trop timide pour faire connaissance avec des inconnues, j’avais des bleus sur les mollets et les chevilles en sang à cause du cartable (à cette époque là, les sacs à dos n’existaient pas encore) dans lequel j’avais mis tous les livres et cahiers de toute la semaine; je le trainais toujours avec moi car je ne savais pas que les internes avaient des casiers à leur disposition. Quand Maman me sortait de là le mercredi, j’étais heureuse pendant les 5 premières minutes, après quoi je commençais à pleurer et à l’implorer de ne pas me renvoyer là-dedans. Pendant quinze jours j’ai très peu mangé et mal dormi. J’étais à un pas de la plus noire des dépressions. Et puis mes parents m’ont retirée de l’internat et il m’a suffi prendre le car matin et soir pour recommencer à vivre. Petit à petit je me suis fait des amies et toute ma scolarité se déroula normalement.

Trois ans plus tard, j’avais acquis un petit peu d’assurance, mais je  me trouvais totalement anonyme, invisible parmi des centaines de filles toutes pareilles. Jusqu’au moment où j’ai découvert que mon nom de famille était italien et une pensée se faufila dans ma tête: “Oh! voila enfin quelque chose que les autres n’ont pas, alors je ne suis pas comme mes copines!” et cette sensation a fait augmenter ma confiance en moi et j’ai commencé à prendre en considération le fait que je pourrais être intéressante, moi aussi, d’une certaine façon.

J’ai alors commencé à bombarder mon père de questions sur les raisons et les circonstances de l’arrivée de ses parents en Bretagne et c’est à ce moment là que ma grande curiosité sur l’Italie et tout ce qui s’y rapporte est née.  Je voulais tout savoir sur la musique, la culture, les plaques minéralogiques des voitures et la cuisine italienne.

C’était décidé: j’aurais entrepris la recherche de mes aïeux . Ma grand-mère paternelle était décédée quelques années avant que je ne puisse lui poser personnellement toutes mes questions et malheureusement, Papa ne savait pas grand chose. J’ai donc opté pour la méthode scientifique. J’ai demandé à l’État Civil de Dinan de me fournir mon acte de naissance et une longue aventure a commencé. L’acte de naissance d’une personne contient le nom, la date et le lieu de naissance de ses parents et les annotations marginales fournissent d’autres informations supplémentaires. J’ai demandé copie de ces actes à toutes les mairies des communes que je découvrais au fur et à mesure dans les documents que je recevais, et petit à petit, comme un chien de chasse qui suit une piste, j’ai réussi à localiser le lieu de naissance de mon arrière-grand-père: Correggio dans la  province de Reggio Emilia.

***(à suivre)***

Le cronache di Narnia

NarniaIeri sera, causa penuria di programmi interessanti in TV, ci siamo guardato il DVD delle "Cronache di Narnia" che avevo comprato tempo fa. L’ho trovato molto carino. Mi piacciono le favole e mi piacciono gli effetti speciali. Gli animali nati dalla computergrafica mi sono sembrati fatti molto bene, anche se mi è venuto da pensare che forse i "disegnatori" hanno avuto qualche problema con i movimenti delle zampe posteriori dei lupi. Forse non sono riusciti a trovare i modelli anatomici dei ginocchi lupeschi, fatto sta che quei movimenti mi sembravano poco realistici ma in fin dei conti il film mi è piaciuto.  Il motivo che mi ha spinto, mesi fa, a comprare questo cofanetto, sta nell’immagine di copertina, anche perchè stranamente non sapevo nulla di questo film, non ne conoscevo l’esistenza e non ne avevo neppure mai sentito parlare. Quando l’ho visto sugli scaffali del supermercato, mi è preso un colpo. stemma Cosa ci faceva lo stemma di famiglia su un DVD della Disney? Perchè non si può negare che la somiglianza è palese: i leoni rampanti sono nella stessa posizione, guardano entrambi verso sinistra, hanno tutti e due la lingua di fuori, la forma stessa degli scudi è simile; L’unica differenza sta nella punta della coda e nell’assenza delle due stelle. Chissà se il ramo nobile della famiglia, se n’è accorto? Chissà se hanno pensato a chiedere spiegazioni, se non a protestare. Certo che ha fatto uno strano effetto anche a me, che porto "per caso" questo cognome. Ma lasciamo le questioni genealogiche a posts successivi, perchè è una storia mooooooolto lunga!



Hier soir la télé n’offrait rien d’intéressant, alors nous avons décidé de regarder le DVD des "Chroniques de Narnia", que j’avais acheté il y a quelques temps. Il nous a bien plu. J’aime les fables et les effets spéciaux; les animaux créés à l’ordinateur m’ont semblés assez bien réalisés, même si, à moment donné, j’ai eu l’impression que les dessinateurs avaient eu des problèmes à reproduire les mouvement des pattes arrières des loups. Peut-être n’ont-ils pas réussi à trouver le modèle anatomique des genous de ces animaux car, quand ils marchaient, leurs mouvements ne me semblaient pas tout à fait naturels. Mais dans l’ensemble le film m’a plu. La raison qui m’avait poussée à acheter ce coffret, c’était l’image qui se trouvait dessus. Étrangement, je n’avais jamais entendu parler de ce film mais quand j’ai vu ce DVD dans les rayons du supermarché, j’ai presque eu un choc: Que faisait notre blason de famille sur un DVD de chez Disney? Car on ne peut nier qu’ils se ressemblent comme deux gouttes d’eau: Les lions rugissants se trouvent dans la même position, ils regardent tous les deux vers la gauche, tous les deux tirent la langue, même la forme de l’écusson est semblable; La seule différence c’est le bout de la queue et qu’il manque les deux étoiles. J’aimerais savoir ce qu’en pense la branche noble de la famille, s’ils se sont aperçu de cela. Est ce qu’ils auront pensé à protester ou, au moins, à demander des explications? C’est sûr que, cela m’a fait tout drôle, même à moi, qui ne porte ce nom de famille noble que "par hasard". Mais remettons à plus tard les histoires de généalogie parce qu’il s’agit d’une très looooooongue histoire!