Barcellona

Parco GüellQuando ho prenotato il volo per la Bretagna prima di Natale, ho commesso un grosso errore e mi sono ritrovata con un biglietto di ritorno Rennes-Parigi-Pisa non modificabile e non rimborsabile  per il 28 gennaio invece del 28 dicembre. Per rimediare in qualche maniera abbiamo pensato bene di individuare una destinazione da Rennes che ci permettesse di sfruttare in parte la situazione. E così abbiamo optato per una  delle città che da tanto tempo desideravamo visitare. Adesso posso dire che uno dei miei “mini traveldreams” per l’anno 2014 si è realizzato. Non posso dire di aver visitato a fondo la città ma mi accontento (per ora) di aver potuto camminare sul suolo spagnolo per poche ore. Siamo arrivati a Barcellona venerdì pomeriggio  e siamo partiti domenica mattina per un breve passaggio in Bretagna prima di tornare a casa. Un giorno e mezzo a Barcellona è davvero poco. Troppo poco per una visita approfondita, perciò avevamo deciso di limitare al massimo il nostro giro turistico. E’ stato un po’ come assaggiare un buon piatto e non poter gustarselo tutto ma è stato comunque sufficiente per farci un’idea. Vi assicuro che il poco che abbiamo visto non ci ha deluso. Barcellona è bellissima e vogliamo tornarci. Ma cominciamo dall’inizio:

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Mini gita all’Isola del Giglio

Giglio Porto

E' passata più di una settimana da questa gita ma sono stata  “leggermente” impegnata e non ho proprio avuto il tempo materiale di aggiornare il blog. Infatti ho altri due posts in preparazione che spero di riuscire a pubblicare al più presto. Adesso vi racconto la nostra escursione:

Il 17 aprile è stato un giorno perfetto: Lunedì, la folla del weekend se n’è andata via, il sole splende, la temperatura è ideale ma soprattutto, il mare è così piatto che luccica come una lastra di ghiaccio. MisterPop è libero da impegni, incredibile ma vero! 😉 Questa è un’occasione più unica che rara per decidere di far un salto all’Isola del Giglio. Continua a leggere

Viaggio da VIP

***Traduction française by AM.Cattania nei commenti***

Limo Service

Stavolta non ho nessuna scusa, non posso dire che non ho niente da raccontare. Domenica mi è capitato di vivere un esperienza che difficilmente si ripeterà. Oddio… tutto considerato, non è detto; l’appetito viene mangiando ma si è certamente trattato di un’occasione più unica che rara.  Marcello ha sempre lavorato tanto, non si è mai fermato e non si è mai lasciato abbattere dalle bizze del mercato o dalla crisi. E’ instancabile e non si arrende mai, davanti a niente e nessuno. Come sappiamo tutti, con i tempi che corrono è meglio avere un piano B per stare un po’ più tranquilli perciò, qualche anno fa, Marcello ha pensato bene di affiancare al suo lavoro principale una seconda attività. Per favorire la crescita professionale vengono organizzati regolarmente vari incontri formativi e  quello di domenica si svolgeva a Riotorto che si trova a una ventina di chilometri da casa. Ultimamente questa attività è in forte espansione (per fortuna) al punto tale che Marcello ha raggiunto un importante traguardo e proprio in occasione di quest’incontro dovevamo festeggiare il suo successo.

“Fatevi trovare al distributore, che vi passiamo a pigliare noi”, hanno detto Leonardo e Massimo che venivano da Prato. Continua a leggere

Le tombe etrusche di Marmini

Marmini

Clicca per vedere il filmato di Renato Caldon

Sabato abbiamo dedicato tutta la giornata al nostro hobby naturalistico-turistico-culturale preferito. Abbiamo scoperto questa attività l’anno scorso dopo aver letto un articolo su un giornale francese. Mi ha incuriosito a tal punto che abbiamo iniziato a 200 metri  da casa nostra poi ci siamo appassionati  e da allora, appena abbiamo un momento, prendiamo il nostro zainetto e ci mettiamo a caccia. Ma forse non tutti sanno di cosa sto parlando.

Il Geocaching è l’evoluzione tecnologica della caccia al tesoro, serve un ricevitore GPS per nascondere e trovare dei contenitori di differenti tipologie e dimensioni. Questi contenitori sono chiamati “geocache” o più semplicemente “cache”. Normalmente un cache è un contenitore da frigorifero al cui interno si deve trovare sempre almeno un “logbook” ossia un piccolo blocco note sul quale il geocacher lascia un segno del passaggio sotto forma di firma o anche di un commento. Solitamente, oltre al logbook, si trovano anche oggetti di scarso valore (piccoli giocattoli, gadget, monetine, ecc). Chiunque può partecipare, non c’è limite alcuno. Il bello è che ci sono cache ovunque, certamente anche a pochi passi da casa vostra. Per approfondire l’argomento andate sul sito ufficiale http://www.geocaching.com oppure sul sito italiano http://www.geocaching-italia.com/

Cosi siamo partiti per Volterra con la pioggia ma con la voglia di visitare posti mai visti. La nostra prima fermata è stata per visitare l’anfiteatro romano e cercare la fatidica scatoletta ma purtroppo non l’abbiamo trovata. Dopodiché, ci siamo diretti verso le tombe di Marmini.

“Si tratta di due sole tombe etrusche, di epoca ellenistica, sopravvissute fra le centinaia che dalla fine del ‘700 sono state scavate nell’area dei Marmini. La loro struttura è molto semplice, costituita da camere scavate nel terreno senza alcuna delle decorazioni che caratterizzano le tombe etrusche di altre città. Una presenta una pianta a tholos con pilastro, mentre l’altra è caratterizzata da un vestibolo quadrato con quattro camere funerarie.
Qui venivano deposte le urne con le ceneri dei defunti ed i corredi funerari che le accompagnavano e che ora sono esposti al Museo Guarnacci di Volterra ed  in parte nel Museo Archeologico di Firenze.”

Secondo altri geocachers che ci hanno preceduti questa grotta ospita dei pipistrelli. Speravo davvero di incontrarli perché da sempre ho un debole per loro, li trovo molto simpatici, ma probabilmente avevano altri programmi oppure non era il periodo giusto. Fatto sta che non abbiamo visto i “pipi” ma abbiamo trovato la nostra cache numero 26.

Vacanze romane

Vacanze romane
Non saranno proprio vacanze ma solo un week end. Non ci andremo in vespa ma in macchina. L’importante è che passeremo 2 giorni a Roma. Avevo proprio voglia di staccare con la routine. Purtroppo non assomiglio per niente a Audrey Hepburn. Però Marcello assomiglia un pochino a Gregory Peck, no? Ma si!… guardandolo da lontano.

A piedi!

KymcoTutto sembrava perfetto: Temperatura ottimale, M. fuori per pranzo, l’ideale per poter andar fare un giro con lo scooterone magari fino a Baratti, poi fare un salto in posta per spedire qualche Cat-lendario e al supermercato per la spesa. Invece no. Il signor Kymco ha detto no: La batteria è morta. Devo aver lasciato la sella aperta e la minuscola spia rossa sul cruscotto ha avuto tre giorni per ciucciarsi tutta l’energia della batteria. Ho anche scoperto che questo modello non è dotato di pedale per la messa in moto  di emergenza. L’unico modo per  partire è  usare il metodo dei cavetti. Spero che oggi pomeriggio M. riesca a rimediare questi cavi da qualche parte e a farla partire. Per adesso, mi sento in gabbia.


Tout semblait baigner dans l’huile: température plus qu’agréable, M. qui ne rentre pas déjeûner, l’idéal pour faire une ballade en scooter jusqu’à Baratti, et puis  à la poste pour expédier quelques chat-lendriers, et ensuite les courses.Mais Mr Kymco en avait décidé autrement: Batterie à plat. J’ai surement du mal refermer la selle et le minuscule témoin sur le tableau de bord a eu trois jours pour me bouffer toute l’énergie de la batterie. J’ai eu l’occasion de découvrir que ce modèle n’a pas de pédale pour la mise en route d’urgence. Le seul moyen de partir c’est d’utiliser les cables. Espérons que M. trouve ces cables et qu’il puisse la faire partir. Pour le moment, je me sens en prison.

Ultime volontà 

R.I.P.
L‘argomento di questo post non è dei più allegri, me ne rendo conto ma ieri ero di funerale e la giornata mi ha portato a fare molte riflessioni, alcune serie altre un pochino più leggere. Ho da sempre una predilezione per l‘umorismo nero, trovo che scherzare sulla morte sia un modo di esorcizzare le proprie paure. Tengo quindi a precisare che non è mia intenzione urtare la sensibilità dei miei lettori.

Cominciamo dalle cose serie:
Prima di tutto, sono sempre più convinta che l’eutanasia sia cosa buona e giusta: Trovo disumano che una persona debba continuare a soffrire inutilmente per anni. Quando non c’è più niente da fare, e il corpo si è consumato quasi del tutto ritengo che dire basta quando si pensa di essere arrivati al limite sia un diritto umano insindacabile. La pratica dell’eutanasia è un atto di rispetto della dignità della vita dell’individuo, di pietà davanti alla sofferenza insopportabile che viene concesso adesso solo ai nostri animali domestici. Sono cosciente che un animale e un essere umano sono due cose diverse, ma cosa bisogna fare? Prenotare l’ultimo viaggio in Olanda?

Le sacre scritture dicevano mi pare,  Polvere alla polvere, cenere alla cenere”. Ma com’è possibile se la bara viene sigillata con una saldatura? Com’è possibile se le bare vengono murate nei luculi di cemento? Come mai c’è ancora cosi poca accettazione riguardo alla cremazione? Mi ricordo una pubblicità progresso della SOCREM, una società di cremazione come soluzione civile ed ecologica al problema della necessità di ingrandire i cimiteri. Lo slogan a mio parere molto azzeccato dice “In nome della vita, lasciamo la terra ai vivi”.  La cremazione è entrata ufficialmente nel nostro ordinamento con la legge sanitaria del 1888 dopo che la Chiesa ha smesso di censurarla nel 1963. La cremazione è oggi soprattutto una forma di civiltà, una scelta di progresso e di libertà personale.

Come dicevo all’inizio, la giornata di ieri mi ha fatto riflettere molto, ho assistito a cose che mi hanno commossa, a comportamenti che hanno urtato la mia sensibilità, e anche a cose divertenti. Ho voluto riassumere il tutto stilando una specie di “Ultime Volontà” che verrà idealmente affisso all’ingresso della mia camera mortuaria.
Vi prego di prenderle con leggerezza:

  • Vietato fare fotografie della defunta col cellulare al fine di far vedere ai parenti che non sono potuti venire che “sembrava una bambolina“.
  • Vietato vociare come se si fosse al mercato, davanti alle spoglie della defunta.
  • Vietato far notare che sarebbe ora di “chiudere” la defunta perché comincia a mandare cattivi odori
  • Vietato toccare le mani della defunta per constatare quant’era dimagrita.
  • Vietato coprire il corpo della defunta con quel velo che mi ricorda tanto la tendina copri vivanda anti insetti della DMail.
  • Se proprio non si può evitare la zanzariera, almeno toglierla prima della saldatura della bara, quelle scintille non mi sono piaciute per niente.
  • Ma tanto, in caso di cremazione la zincatura non dovrebbe essere necessaria, quindi mi dovrei salvare.
  • Non capisco perchè si debba sborsare cifre folli per una bara che nessuno vedrà più, il cui unico destino è la decomposizione: La posso prendere all’IKEA e montarmela da sola con 4 tavole semplici di legno grezzo? Cosi me la faccio su misura, sapete, io sono alta 1,78m, non vorrei ritrovarmi con i piedi rattrippiti.
  • Non voglio fiori: perchè devo fare morire anche loro, non hanno fatto niente di male.
  • Vorrei che durante la messa la signora della terza fila cantasse la stessa strofa della suora al microfono sull’altare, onde evitare sgradevoli brusii incomprensibili.
  • Amo il caldo, è cosa nota a tutti, e voglio essere cremata, sarà la mia ultima abbronzatura.
  • Se per qualsiasi motivo, come lo sciopero dell’azienda del gas che alimenta l’impianto, non potessi essere cremata voglio stare in un loculo, non voglio andare sotto terra. Non mi piace il pian terreno, non voglio dover vedere solo le scarpe dei miei visitatori. Non voglio neanche stare al quarto piano ed obbligare chi dovesse dare una pulita alla mia lapide a pericolose acrobazie sulla scala a pioli.
  • Mi sembra che il secondo piano sia perfetto, stessa altezza del forno della mia cucina componibile, comodissima. Non credo che avrò problemi con i vicini, è tutta gente tranquilla e silenziosa.
  • Gradirei inoltre che alla fine della mia tumulazione gli intervenuti al funerale non si dilaguassero per il cimitero in cerca della tomba di Désirée, una povera ragazza morta ammazzata. E’ il mio funerale, che diamine, non è una gita turistica!
  • ah…dimenticavo: Io voglio andare sul Ponte dell’Arcobaleno!

L e sujet de cet article n’est pas des plus gais, je m’en rends parfaitement compte, mais hier j’ai participé à un enterrement et  j’ai eu toute la journée pour réfléchir à un tas de choses sérieuses et à d’autres un peu plus légères.
J’ai toujours adoré l’humour noir, je trouve que rire de la mort permet d’exorciser la peur. Je tiens cependant à préciser que je n’ai aucune intention de heurter la sensibilité de mes lecteurs.

Commençons par les choses sérieuses:
Je suis de plus en plus convaincue que l‘euthanasie est une bonne chose: Je trouve inhumain d’obliger quelqu’un à souffrir inutilement pendant des années. Quand il n’y a plus rien à faire et le corps est presque totalement consumé, je crois que pouvoir dire stop quand on est au bout du rouleau devrait être un droit individuel incontestable. La pratique de l’euthanasie est un acte de respect envers la dignité de la vie, de pitié face à la souffrance insupportable qui n’est concédée encore aujourd’hui qu’à nos animaux domestiques. Je suis consciente du fait que les animaux et les êtres humains sont deux choses différentes, mais que faut il faire? Programmer notre ultime voyage aux Pays Bas?

Les Écritures disaient, me semble-t-il, “Tu es poussière, et tu retourneras à la poussière”. Mais comment est-ce possible si on soude le cercueil? Comment est-ce possible si on mure les cercueils dans des casiers en ciment? Comment se fait-il que la crémation soit encore si peu acceptée? Je me souviens du slogan de la SOCREM, une société de services funéraires, qui mettait l’accent sur la crémation comme solution civile et écologique du problème de la nécéssité d’expansion des cimetières. Il allait droit au but: “Au nom de la vie, laissons la terre aux vivants”.  La crémation est entrée officiellement dans la règlementation italienne grâce à la loi sanitaire datant de 1988, bien après que l’Église n’ait cessé de la censurer en1963. La crémation est une forme de civisme, un choix de progrès et une liberté personnelle, surtout aujourd’hui.

Comme je le disais au début, la journée d’hier m’a beaucoup fait réfléchir, j’ai assisté à des scènes émouvantes, à des comportements qui m’ont choquée mais aussi à des situations amusantes. J’ai voulu résumer tout cela par le biais d’une sorte de liste de “Dernières Volontés” qui sera affichée à l’entrée de ma chambre mortuaire.
Vous êtes invités à ne pas prendre cela trop sérieusement:

  • Interdit de fotographier la defunte avec le téléphone portable pour montrer aux membres de la famille qui ne pouvaient pas être présents qu“on aurait dit une poupée”
  • Interdit de gueuler comme si on était au marché, devant la dépouille de la défunte
  • Interdit de faire remarquer qu’il serait temps de “fermer le cercueil parce que la défunte commence à sentir mauvais”.
  • Interdit de toucher les mains de la défunte pour constater combien elle avait maigri dans les derniers temps.
  • Interdit de couvrir le corps de la défunte avec ce voile qui me rappelle tellement une moustiquaire de table de la Vitrine Magique.
  • Si on ne peut pas éviter la moustiquaire, qu’on l’enlève au moins avant de faire la soudure du cercueil, j’ai pas trop aimé toutes ces scintilles.
  • De toute façon, la soudure ne devrait pas être obligatoire en cas de crémation, je devrais donc être tranquille.
  • Je n’arrive pas à comprendre pourquoi on doit absolument dépenser une fortune pour un cercueil que personne n’aura plus l’occasion de voir, et qui n’est destiné qu’à la décomposition: Je peux l’acheter chez IKEA et me la monter moi même avec 4 planches de bois toutes simples? Comme ça je me la fais sur mesure, vous comprenez, je mesure 1,78 m et je ne voudrais pas avoir les orteils recroquevillés.
  • Je ne veux pas de fleurs: Pourquoi doivent elles mourir avec moi, elles ne m’ont rien fait de mal.
  • J’aimerais bien que pendant la messe, la dame du troisième rang chante la même strophe que la sœur au micro sur l’autel, de façon à éviter ce charabias incompréhensible et désagréable.
  • J’aime la chaleur, c’est bien connu, et je veux être incinérée, ce sera ma dernière séance de bronzage.
  • Si pour n’importe quelle raison (grêve chez GDF qui fournit le gaz au crématorium) l’incinération ne pouvait avoir lieu, je veux qu’on me mette dans un casier, je ne veux pas être enterrée. Le rez de chaussée ne me plait pas, je n’ai aucune envie de ne voir que les chaussures de mes visiteurs. Je ne veux pas du quatrième étage non plus, et obliger qui voudrait nettoyer ma pierre tombale à faire des acrobaties en haut de l’échelle.
  • Je dis que le deuxième étage est parfait, c’est à la même hauteur que mon four de cuisine, très pratique.
  • J’apprécierais également qu’à la fin de l’enterrement, tous les participants ne se dispèrsent pas aux quatre coins du cimetière pour chercher la tombe de Désirée, la victime d’un cruel assassinat. C’est mon enterrement, merde alors, et pas une ballade touristique!
  • Ah…..j’oubliais…je veux aller sur le Pont de l’Arc en Ciel!

Outlet di Barberino

Outlet
Quella che doveva essere una giornata lavorativa si è trasformata in un viaggio di puro svago. Siamo andati a Modena per cercare degli accordi di lavoro ma in assenza dei diretti interessati ne abbiamo approfittato per organizzare un pranzo veloce in compagnia di una coppia di amici. La pausa pranzo di due persone che fanno un lavoro normale è davvero breve, e così abbiamo avuto solo il tempo di mangiare una pizza e di raccontarci le ultime novità senza poter allargare molto il discorso. Peccato, sarà per un’altra volta. E’ stato comunque un piacevole intermezzo.

Prolungare la nostra permanenza a Modena non era più necessario, abbiamo quindi deciso di tornare a casa, non prima però di fare una sosta all’Acetaia Malpighi per acquistare due bottigliette di aceto quasi-balsamico, adatto al condimento della mia adorata insalata verde. Dovete sapere che l’aceto tradizionale di Modena di cui vado matta, deve essere invecchiato almeno 4 anni per poter usare la denominazione di aceto balsamico tradizionale e, il cosidetto Saporoso, è un aceto giovane che non ha ancora raggiunto questo stadio.
La prima volta che abbiamo cenato alla Locanda Malpighi, il proprietario ci ha fatto fare una visita guidata, spiegandoci il procedimento con il quale viene prodotto l’aceto tradizionale, mostrandoci anche la batteria di produzione; si tratta di una serie di botti di capienza e di materiale differente (Gelso– Frassino-Cilegio Castagno – Rovere dalla più piccola alla più grande). Nell’ingresso della cantina, fa bella mostra di sè, una botte grande che data del secolo scorso; veniva usata dal nonno del proprietario. Quel signore, che aveva capito che adoravo i suoi prodotti, mi ha preso sottobraccio e mi ha suggerito di infilare la testa all’interno della botte. Non l’avesse mai fatto! Sono rimasta 10 minuti piegata a 90 gradi, la testa infilata nell’apertura superiore della botte, annusando e ansimando come una scema in preda ai vapori celestiali dell’aceto. Sembrava quasi la scena famosa di "Harry, ti presento Sally", avete presente? Mentre Marcello cercava di trascinarmi via, mi aggrappavo alla botte e mi sono anche sorpresa a proferire frasi sconnesse del tipo "Lasciatemi qui….voglio morire qui dentro". Una figura, quando ci ripenso!!! Fù in quell’occasione che un’astemia totale come me, riuscì a capire com’è possibile che al mio amico Luca, basti parlare di un Brunello di Montalcino, per farsi venire i lacrimoni.

Poi abbiamo preso l’autostrada e Marcello mi ha portato all’Outlet di Barberino del Mugello. Non ero mai stata in un Outlet. Ecco la mia recensione molto personale di questo posto:

Aspetti positivi:

  • Parcheggi gratuiti e numerosi
  • Ambiente carino, sembra un paesino, con panchine sulle due strade principali divise da un fiumiciattolo e collegate da diversi graziosi ponticelli.
  • C’era poca confusione. Immagino che il week end, la storia cambi.
  • Niente macchine o rumori molesti. Si sente musica ad un livello piacevole ovunque.
  • La maggior parte dei negozi sono marche di abbigliamento: Prada, Adidas, Mariella Burani, Benetton, Grigioperla ecc.
  • E’ il periodo dei saldi, mi sembra che si possano fare buoni affari.

Aspetti negativi:

  • Non ci sono carrelli, il che impedisce l’acquisto di articoli pesanti o voluminosi.
  • La maggior parte dei negozi sono marche di abbigliamento. E’ comunque un limite.
  • Se piove è un casino: i negozi sono uno accanto all’altro ma a parte qualche tratto di porticato, non siamo al coperto.

Sono contenta di esserci andata, ho passato un pomeriggio piacevole ma se dovessi scegliere, preferirei andare in un bell’ipermercato, dove si entra la mattina e si esce la sera, fregandocene delle condizioni climatiche esterne, che ci dà la possibilità di scaricare tutti i nostri acquisti in un bel carrello. E poi di solito ci sono anche i negozi di informatica che mi piacciono un mondo.

Per finire in bellezza la giornata, siamo andati a cena allIKEA di Firenze. Abbiamo mangiato truciolato di salmone con una specie di frittella di patate e cipolle. Francamente ho preferito le polpette svedesi rimbalzose della volta scorsa.
Nota positiva: abbiamo speso solo € 12,00 per cenare e mi sono comportata benissimo: infatti sono riuscita a non comprare nulla, neanche quelle scatolette di plastica colorata impilabili di cui faccio quasi collezione.


 
Ce qui aurait dû être un voyage de travail, s’est transformé en une journée 100% loisirs. Nous sommes allés à Modène à la recherche d’un accord pour notre boulot mais à cause de l’absence des personnes directement interéssées nous avons profité de l’occasion pour organiser à la volée un déjeuner en compagnie d’un couple d’amis. La pause-repas de deux personnes qui font un travail normal est vraiment très brève et nous avons juste eu le temps de manger une pizza et de nous raconter les dernières nouvelles sans pouvoir s’étaler d’avantage. Dommage! Ce sera pour la prochaine fois. L’intervalle a été toutefois très agréable.

Étant donné que notre présence à Modène n’était plus indispensable, nous avons repris le chemin du retour en faisant un petit crochet pour passer à l’Acetaia Malpighi  pour acheter deux flacons de vinaigre presque balsamique, indispensable pour assaisonner ma salade verte bien aimée. Vous devez savoir que le vinaigre traditionnel de Modène, dont je raffolle, doit vieillir au moins 4 ans pour qu’il puisse utiliser la dénomination de vinaigre balsamique traditionnel et le "Saporoso" est un vinaigre jeune qui n’a pas encore atteint ce stade.
La première fois que nous avons dîné à La Locanda Malpighi, le propriétaire nous a fait faire une visite guidée, et nous a expliqué le mode de fabrication du vinaigre traditionnel en nous montrant la batterie de tonneaux de différentes grandeurs, fait chacun avec un type de bois différent (Chêne- Châtaigner-Cerisier-Frêne-Mûrier blanc). À l’entrée de la cave trône un grand tonneau de plus de 100 ans qu’utilisait le grand père du propriétaire. Le monsieur avait compris que j’adorais ses produits, m’a prise par le bras et m’a suggéré d’enfiler la tête dans le tonneau. S’il avait su, il aurait peut-être évité! Je suis restée pendant 10 minutes pliée à angle droit, la tête dans l’ouverture du tonneau à renifler et à haleter comme une idiote en proie des vapeurs célestes du vinaigre. Ça ressemblait étrangement à la scène bien connue de "Quand Harry rencontre Sally", vous vous souvenez? Marcello avait beau essayer de me tirer de là, je m’aggrippais à mon tonneau, me surprenant moi même de proférer certaines phrases insensées, genre "Laissez moi… je veux mourir ici". J’ai eu bonne mine, quand j’y repense!!! C’est à ce moment là que, moi qui n’aime aucun type d’alcool, j’ai enfin compris qu’il peut suffir de parler d’un Brunello de Montalcino à mon ami Luca pour que ses yeux se remplissent de larmes.

Ensuite nous avons pris l’autoroute et Marcello m’a conduite à l’Outlet de Barberino del Mugello. C’était la première fois que je mettais les pieds dans un Outlet. Voici ce que je pense personnellement de cet endroit:
Aspects positifs:

  • Parkings nombreux et gratuits.
  • L’endroit est agréable, ça ressemble à un petit patelin. Il y a beaucoup de bancs disséminés le long des deux rues principales, séparées par une petite rivière. Il y a des jolis petits ponts qui relient les deux rues.
  • Il n’y avait pas grand monde mais je crois que le week end, les choses doivent changer.
  • Pas de voitures. Aucun bruit gênant. On n’entend que de la musique à un niveau acceptable.
  • La majorité des magasins sont des griffes: Prada, Adidas, Mariella Burani, Benetton, Grigioperla etc.
  • C’est le moment des soldes, on doit pouvoir faire des affaires.

Aspects négatifs:

  • Il n’y a pas de chariots, ce qui empêche d’acheter trop de choses ou des articles qui pèsent lourd.
  • La majorité des magasins sont des griffes: C’est tout de même une limitation.
  • S’il pleut, cela pose des problèmes: Les magasins sont les uns à côté des autres mais, à part quelques portions d’arches, on n’est quand même couverts.

Je suis contente d’y avoir fait un tour, j’ai passé un agréable après-midi, mais si j’avais le choix, je préfèrerais aller dans un hypermarché où tu rentres le matin et tu en ressors le soir, en te foutant des conditions météo extérieures, et qui te donne la possibilité de décharger tous tes achats dans un grand chariot. Et puis d’habitude il y a des magasins d’informatique que j’adore.

Pour terminer la journée en beauté, nous avons dîné à l’IKEA de Florence. On a mangé du saumon qui ressemblait à de la sciure comprimée et une espèce d’omelette aux patates et aux oignons. Pour être franche, j’ai préféré les boulettes suédoises rebondissantes que j’avais mangées la dernière fois.
Note positive: nous n’avons dépensé que les € 12,00 du repas et j’ai été très sage: J’ai réussi à ne rien acheter, même pas les jolies petites boites à clou en plastique empilables dont je fais presque collection.

La festa delle chiocciole

Chiocciola********************

La Regione Toscana con legge 6 aprile 2000 n. 56 ha emanato le disposizioni in merito alla conservazione ed alla tutela degli habitat, della flora e della fauna selvatiche. La predetta legge contiene alcuni allegati, l’allegato B elenca le specie animali protette, suddivise per molluschi, insetti, coleotteri, ortotteri, odonati, ditteri, crostacei, ciclostomi, pesci, anfibi (ve ne sono di comuni, come la raganella, la salamandra ed il rospo comune), rettili (tra gli altri geco, ramarro), insettivori (piccoli mammiferi come il toporagno e la talpa cieca), roditori. Nell’allegato B1 sono elencate le specie soggette a prelievo regolamentato.
ALLEGATO B1
Chiocciole: divieto di raccolta dal 15 agosto al 15 ottobre"

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Oggi ho pensato tanto al mio amico Luca che dall’inizio del mese, sta scrutando il cielo nella vana speranza che scendesse giù almeno un acquazzoncello per poter partire in missione. Ma niente, al massimo saranno cadute tre gocce che non sono mai neanche bastate a bagnare il suolo. Fino a stasera! Sta piovendo dall’inizio del pomeriggio, adesso la pioggia è bella fitta, è Domenica quindi avrebbe potuto partire in spedizione per le campagne ma ormai è troppo tardi, 5 giorni troppo tardi!

Mi immagino un carosello di lumache festanti in giro per i prati che gongolano: Poopopopopopooooooo!!!


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La Région Toscane, avec la loi du 06/04/2000 N. 56 ha décrété les dispositions au sujet de la conservation et de la tutèle des habitats, de la flore et de la faune sauvages. Cette loi contient différentes annexes, l’annexe B énumère les espèces animales protégées divisées par mollusques, insectes, coléoptères, orthoptères, odonats, diptères, crustacés, cyclostomes, poissons, amphibiens (il y en a de communs, comme la rainette, la salamandre et le crapaud commun), reptiles (geco, lézard vert entre autres), insectivores (petits mammifères comme la musaraigne et la taupe), rongeurs. Dans l’annexe B1 sont énumérées les espèces sujettes à prélevement réglementé.
ANNEXE B1
Escargots: Interdiction de ramassage du 15 août au 15 octobre."

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Aujourd’hui j’ai pensé à mon ami Luca qui scrutait le ciel depuis le début du mois dans l’espoir qu’il pleuve, ne serait ce que le temps d’un petit orage pour pouvoir partir en mission. Mais non! Rien à faire, il n’est tombé que quelques gouttes qui n’ont même pas suffi à rabattre la poussière. Jusqu’à ce soir! Il pleut depuis cet après midi, et en ce moment il y a une belle averse. C’est Dimanche et il aurait pu sans probkèmes partir en expédition dans la campagne mais maintenant, c’est trop tard, 5 jours trop tard!

J’imagine des attroupements d’escargots qui fêtent cela en chantant : "On a gagné, on a gagné!!!"

Le maree

Alta marea

Da così……….

Bassa marea

 

 

 

………a così

La prima volta che Marcello è venuto con me in Bretagna, l’ho portato sulla spiaggia dove andavo spesso quando ero piccola. Solo allora ha capito perchè sghignazzavo con aria sufficiente ogni volta che, durante le nostre passeggiate lungo la costa toscana mi diceva: “Guarda, è marea bassa!” e mi faceva notare i miserabili 30 cm di bagnasciuga scoperti.  E’ rimasto letteralmente a bocca aperta davanti a queste distese di sabbia immense, coperte soltanto da un velo di acqua, sulle quali il mare aveva lasciato le sue impronti, disegnando ovunque grinze come se fossero minuscole dune.
E’ vero, il mediterraneo come tutti i mari subisce l’influenza dell’attrazione lunare ma essendo un mare chiuso, l’amplitudine delle sue maree in confronto a quelle a cui ero abituata, mi sembra piuttosto ridicola.
Sul litorale della Manica, tra bassa e alta marea, il livello dell’acqua può salire fino a 12 metri, e questo due volte al giorno. Ovviamente su una spiaggia piatta, questo vorrà dire che l’acqua si ritirerà per diversi chilometri. Per esempio al Mont St Michel, in occasione delle cosidette “grandi maree”, il mare copre e scopre circa 10-15 chilometri di spiaggia, e si narra che, a marea montante, l’acqua arrivi alla velocità di un cavallo al galoppo. Credo che sia un po’ esagerato anche se raggiunge senz’altro i 3-4 km orari. E’ comunque una bell’immagine abbastanza esplicativa.
Quindi non stupitevi nel vedere un trampolino per i tuffi in mezzo al nulla perchè basterà aspettare 6 ore per poterlo utilizzare.

trampolino

Quando la marea si abbassa, oltre ad essere costretti a camminare tanto tanto tanto se vogliono davvero mettere i piedi in acqua, i poveri bagnanti hanno però anche la possibilità di dedicarsi ad un’attività impensabile in Italia: LA PESCA A PIEDI.
Procuratevi un rastrellino, un secchio, una confezione di sale fino, indossate delle scarpette da scoglio o degli stivali, e partite alla ricerca di lumachine, granchietti, vongole, tartufi e cannolicchi. Ognuno di questi animali ha un suo habitat ben preciso: troverete i bigorneaux, attaccati agli scogli, sotto le alghe. Camminando su e giù sulla sabbia in modo da simulare il movimento del suolo quando la marea sta salendo, sbucheranno in superficie alla ricerca di cibo (se avete beccato il posto giusto) palourdes, coques o praires. Potete anche usare il rastrello perchè si trovano ad una quindicina di centimetri di profondità.
Per ingannare i couteaux bisogna usare un’altra tecnica perchè sono più furbi: Individuate nella sabbia due buchini distanti circa 20 cm uno dall’altro e versatevi un pochino di sale. Il cannolicchio, crederà che la marea stia salendo e anche lui uscirà dalla sua galleria fatta a U per nutrirsi. Hop! con un gesto veloce basterà prenderlo al volo.
Nelle pozze degli scogli si trovano invece crevettes grises e étrilles rimaste intrappolate quando l’acqua ha cominciato a ritirarsi.

Non potete immaginarvi quanta gente aspetta le grandi maree perchè solo in quelle occasioni (di solito nel periodo degli equinozi) potranno raggiungere zone che le maree normali non scoprono mai e quindi più ricche di conchiglie.Inutile dire che la pesca a piedi ha fatto letteralmente impazzire Marcello e ogni volta che andiamo in Bretagna, dobbiamo dedicare almeno una giornata a questa attività. Torniamo sempre a casa con la schiena rotta e solitamente con un magro bottino perchè la pesca a piedi è un po’ come la ricerca dei funghi: Chi conosce i posti giusti se li tiene per se e, in ogni caso, è già passato prima di te.  Ma almeno abbiamo passato una giornata respirando l’aria vivificante e colma di iodio delle coste bretoni.

Potete vedere una carrellata di immagini che illustra in modo perfetto l’armamentario a volte folkloristico degli adepti di questo sport durante una giornata tipica di pesca a piedi, a questo indirizzo:
http://www.bretagnelocations.com/peche-a-pied.htm


La première fois que Marcello m’a accompagnée en Bretagne, je l’ai emmené sur la plage que je fréquentais quand j’étais petite. C’est seulement à ce moment là qu’il a compris pourquoi je ricanais en me moquant de lui chaque fois qu’il me disait “Regarde, c’est marée basse!” quand nous nous promenions sur les côtes toscanes et m’indiquait les misérables 30 cm de sable découverts. Il est resté bouche bée devant ces immenses étendues de sable, recouvertes seulement d’un voile d’eau, sur lesquelles la mer avait laissé ses empreintes en dessinant partout des plis qui ressemblaient à de minuscules dunes.
La Méditerranée comme toutes les autres mers subit l’influence de l’attraction lunaire mais étant une mer fermée, l’amplitude de ses marées comparée à celles auxquelles j’étais habituée me paraît tout à fait ridicule.
Sur le  littoral de la Manche, entre marée basse et marée haute, le niveau de l’eau peut monter jusqu’à 12 mètres, e cela deux fois par jour.  Évidemment sur une plage plate, cela voudra dire que l’eau se ritirera sur des kilomètres. Par exemple au Mont St Michel, pendant les “grandes marées”, la mer couvre et découvre plus ou moins 10-15 kilomètres de plage et on raconte qu’à marée montante, l’eau arrive à la vitesse d’un cheval au galop. Je crois qu’il s’agit d’une exagération même si elle atteint sans doute les 3-4 km/h. C’est tout de même très évocateur.
Alors ne vou étonnez pas de voir un plongeoir planté dans le sable car il suffira d’attendre 6 heures pour pouvoir l’utiliser.
Quand la marée descend, ceux qui veulent se tremper les pieds doivent marcher, marcher et encore marcher. Mais ils ont aussi l’occasion de pratiquer une activité impensable en Italie: LA PÊCHE À PIED.
Prenez un rateau, un seau, un peu de sel fin, mettez des pataugas ou des bottes de caoutchouc et partez à la recherche de fruits de mer et coquillages. Chaque crustacé a un habitat bien précis: Vous trouverez les bigorneaux accrochés aux rochers, sous les algues. En piétinant sur le sable, vous imiterez le mouvement du sol quand la marée monte, et vous ferez monter en surface les palourdes, les coques ou lespraires (si vous êtes au bon endroit). Vous pouvez aussi utiliser un rateau car elles se trouvent à une quinzaine de centimètres de profondeur.
Pour attraper les couteaux il faut avoir choisir une autre technique car ils sont plus malins: Localisez deux trous à 20 cm l’un de l’autre et versez-y une petit peu de sel. Le couteau aura l’impression que la marée monte et il sortira lui aussi de sa galerie en forme de U pour se nourrir. Hop! Il suffira de le saisir d’un geste rapide de la main.

Dans les flaques d’eau des rochers se trouvent les crevettes grises et les étrilles qui sont restées bloquées quand la mer a commencé à baisser.

Vous ne pouvez pas savoir le nombre de personnes qui attendent les grandes marées parce que c’est seulement à cette période de l’année (équinoxes) qu’il sera possible de rejoindre les endroits que les marées normales ne laissent jamais à sec. Il y aura donc d’avantage de coquillages à ramasser.

Inutile de vous dire que la pêche à pied a enthousiasmé Marcello et à chaque fois que nous allons en Bretagne, il faut absolument que nous y consacrions une journée entière. Nous rentrons toujours à la maison les reins brisés et d’habitude notre botin est plutôt maigre car la pêche à pied c’est un peu comme la recherche des champignons: Ceux qui connaissent les bons coins ne te donnent pas le tuyau, et de toute façon, ils seront sûrement passés avant toi.  Mais c’est quand même l’occasion de respirer l’air vivifiant et iodé des côtes bretonnes pendant une journée entière.

Vous pouvez regarder quelques photos qui montrent parfaitement l’équipement (parfois plus que folklorique) des adeptes de ce sport, au long d’une journée typique de pêche à pied, à cette adresse:
http://www.bretagnelocations.com/peche-a-pied.htm