Due italiane a Parigi

***Foto: Fonte: http://www.lenews.eu***

Vinci Errani

Ieri a Parigi le due italiane Sara Errani e Roberta Vinci hanno vinto il torneo di doppio di Roland Garros. Con un punteggio di 4-6, 6-4, 6-2 hanno battuto in finale la coppia russa Kirilenko-Petrova. Un grande successo per il tennis Azzurro che per la prima volta vince un torneo di doppio femminile del Grande Slam.

Con un cognome così, a mio avviso, Roberta era predestinata. Indovinate come sarà etichettato questo mio post? Il destino in un cognome,  mi sembra evidente!

America’s Cup World Series

Sirena

Nel gennaio 2000 la fase finale della Louis Vuitton Cup si svolgeva in Nuova Zelanda e, come moltissimi italiani che improvvisamente si sono appassionati alla vela, ho passato anch’io alcune notti a seguire le regate di Luna Rossa. Quest’anno le World Series fanno tappa in Italia e non c’è neanche bisogno di perdere ore di sonno. Così, questo pomeriggio mi sono rituffata nell’atmosfera marinaresca e mi sono gustato l’ultima regata della prova andata in scena nel Golfo di Napoli.

Il catamarano Luna Rossa Piranha timonata da Chris Draper ha battuto gli americani di Oracle Racing di James Spithill mentre l’altra Luna Rossa Swordfish è arrivata purtroppo ultima a causa di una penalità  subita nel momento decisivo della regata chiudendo con un ritardo dalla gemella di 6’29”.

Come mai avranno scelto questi nomi per le nostre barche? Forse perché il piranha e il pesce spada sono pesci aggressivi, potenti e veloci. Chissà? In ogni caso, anche lo skipper di Swordfish ha un nome predestinato all’ambiente marino. Si chiama Massimiliano Sirena.

Anche lui entra di diritto nella mia raccolta “il destino in un cognome”.

Sinodo

protestantismo
Sentito al telegiornale: "Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi si apre a Torre Pellice (TO) domenica 26 agosto con il culto presieduto dal pastore Sergio Ribet…..il moderatore della Tavola Valdese (organo esecutivo delle chiese valdesi e metodiste) sarà la pastora Maria Bonafede."

Questa notizia, entra di diritto nella mia raccolta intitolata "il destino in un cognome"

Pelia

Pelia
Nella serie dei nomi astrusi, vi propongo oggi Pelia, con l’accento sulla “e”. Dovrebbe essere un nome maschile proveniente dalla mitologia greca ma, in questo caso, lo portava una signora. Ecco cosi ci dice Wikipedia riguardo a questo personaggio:

PELIA:
Figlio di Poseidone e di Tiro. Per vendicare la madre, uccise Sidero nel tempio sacro ad Era. Neleo lo scacciò a causa del sacrilegio e Pelia si stabilì in Tessaglia, dove divenne re di Iolco.

Sposò Anassabia, dalla quale ebbe dei figli, tra cui Acasto e Alcesti. Un giorno organizzò dei giochi in onore di Poseidone, tra gli altri, invitò a parteciparvi anche Giasone. Questi giunse a Iolco senza un calzare, perso nell’attraversare un fiume. Pelia si ricordò di una profezia in cui gli era stato detto di diffidare dell’uomo dal piede nudo.
Pelia mandò Giasone alla ricerca del vello d’oro, sperando di sbarazzarsi di lui. Nel frattempo Pelia uccise il fratellastro Esone (padre di Giasone), per consolidare il suo potere nel regno.

Giasone torno in patria con il vello d’oro e, con l’aiuto della moglie Medea, fece uccidere lo zio. Medea mostrò alle figlie di Pelia un metodo per ringiovanire il padre: prese un ariete, lo fece a pezzi e lo mise in un pentolone bollente e dal pentolone uscì un agnello. Le figlie, convinte, presero il padre e lo fecero a pezzi, ma Pelia non resuscitò.

Acasto lo sostituì sul trono e indisse in suo onore dei giochi ginnici, nel contempo, bandì Giasone e Medea.


Pour la série des noms plus qu’étranges, je vous propose aujourd’hui Pélias. Cela devrait être un nom masculin qui vient tout droit de la mythologie grecque, mais ici, c’était une femme qui le portait. Voici ce que nous dit Wikipedia au sujet de ce personnage:

Pélias:

Dans la mythologie grecque, Pélias (en grec ancien Πελιάς / Peliás), fils de Poséidon et de Tyro, est le fils adoptif de Créthée, roi d’Iolcos en Thessalie. À la mort de celui-ci, il s’empare du trône, devenant ainsi roi usurpateur (le roi légitime étant son demi-frère Éson, le père de Jason).

Craignant pour ce pouvoir mal acquis, il consulta un oracle qui lui répondit que sa mort viendrait avec un homme ne portant qu’une sandale. Quelque temps après, alors qu’il célébrait une cérémonie à laquelle Jason participait, il remarqua qu’il lui manquait une sandale (Jason l’avait perdue en traversant une rivière). Il lui demanda donc ce qu’il ferait à sa place s’il était roi et avait reçu un oracle lui prédisant qu’il serait assassiné par un sujet ; Jason répondit : « Je l’enverrais rechercher la Toison d’or. » C’est ainsi que Pélias, trouvant l’idée excellente, envoya Jason en Colchide, et pensant ne jamais le revoir, il se débarassa d’Éson et de sa famille.

Mais Jason revint victorieux de sa quête et avec l’aide de la magicienne Médée, il ourdit un plan pour se venger de Pélias : Médée se déguisa en prétresse d’Artémis et se présenta à la cour du roi ; là, elle fit croire aux filles de Pélias qu’elle possédait un moyen pour rajeunir leur vieux père : elle en fit démonstration avec un bélier, qu’elle coupa en morceau et fit bouillir dans un chaudron en y ajoutant certaines substances : il en ressortit un agneau. Ainsi persuadées, les filles de Pélias firent de même avec leur père, ce qui lui fut bien évidemment fatal. (Jason et Médée furent par la suite bannis d’Iolcos, et se réfugièrent à Corinthe).

Nomen Omen

Azzugena
Definizione presa in prestito da Wikipedia:
"Nomen omen
, tradotta letteralmente, significa il destino è nel nome. Letteralmente significa che nel nome sta racchiuso l’essere della persona. Presso i popoli antichi si riteneva che il nome non fosse un puro suono, ma quasi l’anima della persona che lo portava. La cosa assumeva importanza ancor più grande quando si trattava di un Dio: presso il popolo ebreo, infatti, era vietato anche solo pronunciare il nome di Javhé."

Ogni volta che vado a pranzo dalla mamma di Mr Pop, mi soffermo sempre davanti agli annunci mortuari attaccati al muretto del palazzo. Sembra incredibile ma cè sempre un morto dal nome improponibile. Capisco che lo spirito scherzoso dei toscani delle generazioni passate era cosa nota ma sembra che a Piombino ci sia una concentrazione abnorme di questi nome mai sentiti. E’ diventata una leggenda ormai, la storia di quel padre toscano, che dopo aver procreato già 5 figli, pensò bene di chiamare la sesta ed ultima nata "Finimola": più che un nome si trattava di una promessa, forse estorta dalla moglie che immagino non ne poteva più di sfornare figli. Tempo fa ho appreso la dipartita di un certo "Alfideo" e ieri non ho potuto trattenermi dal fotografare l’annuncio che vedete quassù. Ma l’avete mai sentito questo nome? Avreste il coraggio di chiamare cosi la vostra bimba?

….presso il popolo ebreo, infatti, era vietato anche solo pronunciare il nome di Javhé….., beh io dico che a Piombino si dovrebbe vietare di pronunciare il nome di Azzugena, sia mai che possa scatenare qualche maledizione etrusca!


D éfinition extraite de Wikipedia: Nomen omen, traduite à la lettre signifie le nom est un présage. Le sens littéral est que l’essence d’une personne est contenue dans son nom. Chez les peuples de l’antiquité, on pensait que le nom n’était pas seulement un son pur et simple mais presque l’âme de celui qui le portait. La chose assumait une importance encore majeure quand il s’agissait d’un Dieu: Chez le peuple hebreu, il était en effet même interdit de prononcer le nom de Jahvé.

Chaque fois que je vais déjeuner chez la Maman de Mr Pop, je m’arrête toujours quelques instants devant les affiches mortuaires collées sur le mur du HLM. Ça paraît incroyable mais il y a toujours un mort dont le nom est impossible à prononcer. Je comprends bien que l’esprit de plaisanterie des toscans des anciennes générations était bien connu mais il me semble qu’à Piombino, il y ait une forte concentration de ces noms bizarres. L’histoire de ce père toscan qui, après avoir mis au monde 5 enfants, eut la bonne idée d’appeler "Finimola" (finissons-en) la dernière-née est devenue légendaire: Plus qu’un nom, cela devait être une promesse, que lui avait sûrement extorqué sa femme qui devait en avoir assez de pondre des gosses. Il y a quelque temps, j’ai appris qu’un certain "Alfideo" nous avait quittés et hier, je n’ai pas résisté et j’ai photographié l’affiche que vous voyez là-haut. Mais vous avez déjà entendu un nom pareil, vous? Auriez vous le courage de refiler ce nom à votre fille?

….Chez le peuple hebreu, il était en effet même interdit de prononcer le nom de Jahvé…. et bien moi je dis qu’à Piombino, on devrait interdire de prononcer le nom d’Azzugena, on ne sait jamais, cela pourrait peut-être déclencher une quelconque malédiction étrusque!

Le cronache di Narnia

NarniaIeri sera, causa penuria di programmi interessanti in TV, ci siamo guardato il DVD delle "Cronache di Narnia" che avevo comprato tempo fa. L’ho trovato molto carino. Mi piacciono le favole e mi piacciono gli effetti speciali. Gli animali nati dalla computergrafica mi sono sembrati fatti molto bene, anche se mi è venuto da pensare che forse i "disegnatori" hanno avuto qualche problema con i movimenti delle zampe posteriori dei lupi. Forse non sono riusciti a trovare i modelli anatomici dei ginocchi lupeschi, fatto sta che quei movimenti mi sembravano poco realistici ma in fin dei conti il film mi è piaciuto.  Il motivo che mi ha spinto, mesi fa, a comprare questo cofanetto, sta nell’immagine di copertina, anche perchè stranamente non sapevo nulla di questo film, non ne conoscevo l’esistenza e non ne avevo neppure mai sentito parlare. Quando l’ho visto sugli scaffali del supermercato, mi è preso un colpo. stemma Cosa ci faceva lo stemma di famiglia su un DVD della Disney? Perchè non si può negare che la somiglianza è palese: i leoni rampanti sono nella stessa posizione, guardano entrambi verso sinistra, hanno tutti e due la lingua di fuori, la forma stessa degli scudi è simile; L’unica differenza sta nella punta della coda e nell’assenza delle due stelle. Chissà se il ramo nobile della famiglia, se n’è accorto? Chissà se hanno pensato a chiedere spiegazioni, se non a protestare. Certo che ha fatto uno strano effetto anche a me, che porto "per caso" questo cognome. Ma lasciamo le questioni genealogiche a posts successivi, perchè è una storia mooooooolto lunga!



Hier soir la télé n’offrait rien d’intéressant, alors nous avons décidé de regarder le DVD des "Chroniques de Narnia", que j’avais acheté il y a quelques temps. Il nous a bien plu. J’aime les fables et les effets spéciaux; les animaux créés à l’ordinateur m’ont semblés assez bien réalisés, même si, à moment donné, j’ai eu l’impression que les dessinateurs avaient eu des problèmes à reproduire les mouvement des pattes arrières des loups. Peut-être n’ont-ils pas réussi à trouver le modèle anatomique des genous de ces animaux car, quand ils marchaient, leurs mouvements ne me semblaient pas tout à fait naturels. Mais dans l’ensemble le film m’a plu. La raison qui m’avait poussée à acheter ce coffret, c’était l’image qui se trouvait dessus. Étrangement, je n’avais jamais entendu parler de ce film mais quand j’ai vu ce DVD dans les rayons du supermarché, j’ai presque eu un choc: Que faisait notre blason de famille sur un DVD de chez Disney? Car on ne peut nier qu’ils se ressemblent comme deux gouttes d’eau: Les lions rugissants se trouvent dans la même position, ils regardent tous les deux vers la gauche, tous les deux tirent la langue, même la forme de l’écusson est semblable; La seule différence c’est le bout de la queue et qu’il manque les deux étoiles. J’aimerais savoir ce qu’en pense la branche noble de la famille, s’ils se sont aperçu de cela. Est ce qu’ils auront pensé à protester ou, au moins, à demander des explications? C’est sûr que, cela m’a fait tout drôle, même à moi, qui ne porte ce nom de famille noble que "par hasard". Mais remettons à plus tard les histoires de généalogie parce qu’il s’agit d’une très looooooongue histoire!

Un posto al sole (bis)

un posto al sole

  1. Lunedi, in Sliding Doors, parlavo di destino, casi della vita e coincidenze
  2. Ieri, ho intitolato il mio post "Battaglia per un posto al sole"
  3. Oggi, i miei vicini di tavolo al ristorante erano Melania Maccaferri e Clemente Pernarella." Quest’ultimo, oltre a partecipare al reality show "La Fattoria" è stato uno dei protagonisti della soap opera "Un posto al sole"
Strano, no???


  1. Lundi, mon article Sliding Doors, parlait de destin, hasard e coincidences
  2. Hier, j’ai choisi "Battaglia per un posto al sole" comme titre de mon article quotidien
  3. Aujourd’hui, mes voisins de restaurant étaient Melania Maccaferri et Clemente Pernarella. Ce dernier a partecipé au reality show "La Fattoria" et était l’un des protagonistes de la soap opera "Un posto al sole"
Vous ne trouvez pas que tout cela est étrange???

Sliding Doors

sliding doors
Nel film "Sliding Doors" con Gwyneth Paltrow, il regista Peter Howitt ci mostra che cosa succederebbe a Helen se, un giorno, non fosse riuscita a prendere la metropolitana per colpa (o merito) di un fatto banale come la chiusura delle porte di quel treno.

Ho riflettuto sul destino e sui casi della vita e sono giunta al punto di individuare l’episodio cardine della mia vita. E’ probabile che se non fosse accaduto non sarei sicuramente qui, e la mia vita sarebbe completamente diversa per il semplice fatto che sarei ancora in Francia.
Ebbene se quella che sono oggi, sta scrivendo questo post seduta davanti a questo PC sistemato nella camera da letto di un minuscolo appartamento di un paese della Toscana significa che, stranamente, deve ringraziare un ladro.

Leggendo la profezia di Celestino di James Redfield, ho capito che niente accade per caso. Forse lo scopriremo dopo anni ma il destino o chi per lui sa quello che fa e ci chiede soltanto di fidarci di lui. Certo, quando io e i miei genitori subimmo quel furto ad Ostia Lido nel lontano 1980, questo pensiero filosofico non ci sfiorò minimamente.
Era agosto, stavamo andando in vacanza in Sicilia. All’epoca le automobili non montavano ancora il climatizzatore di serie, e comunque vivendo in Bretagna, non ne avevamo certo bisogno. Le nostre ghiandole sudoripare non erano però preparate a sopportare le temperature da alto forno dell’Italia centrale e ad un certo punto, si sono giustamente ribellate. Per trovare un attimo di refrigerio abbiamo deciso di fermarci a Ostia Lido, il tempo di fare un tuffo in mare. Ma tornando alla macchina, abbiamo avuto la brutta sorpresa di trovare un finestrino spaccato: la mia borsa, lasciata incautamente sotto il sedile del passeggero era sparita. Proprio quella mattina, mio padre aveva diviso in tre parti i soldi che dovevano servire per tutto il viaggio, in modo da essere più tranquilli, un terzo lo teneva lui, un terzo mamma e io il resto. Più tranquilli un corno!

Dopo quell’inconveniente, accantonammo l’idea di proseguire il viaggio, i soldi non bastavano più; decidemmo allora di tornare a Nord e la sorte ci fece arrivare in un paesino carino in Toscana sul mare. Il proprietario della pensioncina in cui passammo la notte era, a nostri occhi bretoni, completamente pazzo ma si fece in quattro per trovarci una sistemazione, il suo nome era Marcello, se ricordo bene… 
Fù allora che capii il vero significato della parola VIVERE. Qui, si usciva dopo cena e non ci si rintanava in casa davanti alla TV,  c’era un sacco di giovani e non solo quattro contadini e poi faceva caldo anche in mare, cosa ben diversa dalle temperature alle quali ero abituata.

Rimasi cosi colpita che negli anni successivi, trovai il sistema per tornarci. Durante il mese di Luglio lavoravo nell’albergo  di mia zia in Liguria e con quello che guadagnavo, potevo permettermi di passare due o tre settimane a San Vincenzo. Qualche anno più tardi quando presi sul serio la decisione di trasferirmi in Italia, chiesi all’unica persona che conosceva mezzo mondo, di darmi una mano per trovarmi almeno un punto di appoggio a Roma. Avevo sentito dire che le agenzie di viaggi cercavano persone con conoscenze linguistiche e volevo tentar la sorte, ma non al punto di arrivare nella capitale, senza conoscere nessuno, con la sola compagnia di una valigia. Dove sarei andata? Avevo 22 anni, mi sembrava un pochino rischioso.

Marcello non poteva aiutarmi su Roma ma mi propose di venir a lavorare nell’agenzia di pubblicità sulla stampa estera che aveva appena aperta, lasciandomi la possibilità di cercar qualcos’altro se l’avessi ritenuto necessario. Intanto, avevo un punto fermo e potevo guardarmi intorno. Ma quello che vidi fù di mio gradimento e così, misi le radici a San Vincenzo.

Adesso so con certezza che senza quel finestrino rotto, non sarei qui in questo momento. Non avrei incontrato Marcello, sarei tornata in Bretagna, il mio carattere sarebbe rimasto quello di una ragazza timida, chiusa, e anche ingenua. Forse a quest’ora sarei sposata. Che razza di lavoro farei? L’insegnante d’italiano? Chissà! So soltanto che la mia vita è cambiata grazie a quell’incidente di percorso.

Posso dire che questa è la dimostrazione che non tutto il male vien per nuocere….a volte basta solo aspettare qualche anno per rendersene conto.



Dans le film "Sliding Doors" avec Gwyneth Paltrow, le metteur en scène Peter Howitt nous explique ce qui serait arrivé à Helen si, un jour, elle n’avait pas pu prendre le métro, à cause  (ou grâce) à un fait banal comme la fermeture des portes du wagon.

Mes réflexions sur le destin m’ont permis de déterminer le moment précis où ma vie a changé de direction. Sans cet épisode je ne serais probablement pas ici en ce moment et ma vie serait complètement différente du fait que je serais sans doute encore en France.

Si celle que je suis devenue est en train d’écrire cet article, devant l’écran de cet ordinateur, qui se trouve dans la chambre de ce minuscule appartement d’un patelin de Toscane, cela semblera étrange, mais je le dois à un voleur.

Après avoir lu "La Prophétie des Andes" de James Redfield, j’ai compris que rien n’est dû au hasard. Nous nous en apercevrons peut-être quelques années plus tard, mais le destin sait ce qu’il fait et nous demande seulement de lui faire confiance. Évidemment quand mes parents et moi avons subi ce vol à Ostia Lido en 1980, cette pensée philosophique ne nous a pas du tout effleurés.

Ça s’est passé au mois d’août, nous allions en vacances en Sicile. À cette époque là, les voitures n’avaient pas encore l’air conditionné ou du moins, nous qui vivions en Bretagne, nous n’en avions pas vraiment besoin. Cependant, nos pores n’étaient pas préparés à affronter les températures dignes d’un haut fourneau que nous avons trouvées en Italie centrale, et à moment donné, ils se sont révoltés. Nous avons donc décidé de faire una halte à  Ostia Lido,  juste le temps de prendre un bain pour nous rafraichir. Mais quand nous sommes revenus à la voiture, nous avons eu la mauvaise surprise de la retrouver avec un carreau de cassé: Mon sac à mains, que j’avais bêtement caché sous le siège avant, avait disparu. Et justement ce matin là, pour être plus tranquilles, Papa avait partagé en trois l’argent du voyage, un tiers à lui, un tiers à Maman et à moi le reste. Trauquilles, tu parles!!!
Suite à ce petit inconvenient, il n’était plus question de poursuivre le voyage jusqu’ en Sicile, manque de fonds; nous avons alors préféré remonter vers le Nord et le hasard nous porta dans un joli petit village sur la côte toscane.
Le propriétaire de la pension de famille qui nous a accueillie était complètement fou (à nos yeux de bretons) mais il s’est mis en quatre pour nous trouver un coin où passer la nuit. Il s’appelait Marcello si j’ai bonne mémoire ……)

C’est à ce moment là que j’ai découvert ce que VIVRE voulait vraiment dire. Là, on sortait le soir e on ne restait pas enfermés à la maison à regarder la télé, il y avait des tas de jeunes et pas seulement quatre paysans et puis il faisait chaud, même l’eau de mer était chaude, et c’était bien différent de ce à quoi j’étais habituée. Tout cela m’avait tellement frappée que, pour les années à venir, j’avais trouvé le système pour y retourner. Au mois de Juillet, je travaillais chez ma tante qui avait un hôtel en Ligurie et grâce à ce qu’elle me donnait comme salaire, je pouvais rester deux ou trois semaines à San Vincenzo.

Plus tard, quand j’ai pris serieusement la décision de m’installer en Italie, j’ai demandé à celui qui connaissait un tas de monde de me donner un coup de main pour trouver un point de chute à Rome. On m’avait dit que les agences de voyages cherchaient du personnel connaissant les langues étrangères et je voulais tempter ma chance mais en évitant quand même de débarquer avec ma petite valise, dans la capitale sans connaitre personne. Où serais-je allée? J’avais 22 ans et cela me paraissait un peu risqué.

Marcello ne pouvait pas m’aider sur Rome mais il me proposa de travailler avec lui dans l’agence de publicité sur la presse étrangère qu’il venait d’ouvrir, en me laissant la possibilité de trouver autre chose au cas où. De cette manière ça me donnait déjà un point de départ et je pouvais contrôler ce qui se passait autour de moi. Mais l’ambience m’a plue et j’ai planté mes racines à San Vincenzo.

Maintenant je sais que sans ce bris de glace, je ne me trouverais pas ici en ce moment. Je n’aurais pas rencontré Marcello, je serais rentrée en Bretagne, mon caractère n’aurait pas changé ( je serais restée timide, fermée et ingénue). Peut-être serais-je mariée à présent. Quel serait mon travail? Peut-être serais-je prof d’italien? Qui sait?!

Ce dont je suis absolument sûre, c’est que ma vie a changé grâce à cet incident de parcours. Je peux dire que tout cela prouve que tout le mal ne vient pas pour nuire…..il suffit parfois d’attendre quelques années pour s’en rendre compte.