Antisfiga

Mughetto
Una leggenda racconta che San Leonardo vincendo una dura battaglia contro il diavolo, si ferì e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
Forse proprio per questa leggenda il mughetto è sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
In Francia durante la festa del primo maggio è tradizione regalarlo. Oggi, lo regalo virtualmente a tutti i miei lettori. Di questi tempi, un antisfiga fa sempre comodo, no?

Buon primo maggio a tutti!
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Hollywood Boulevard

Piuma
Non ho resistito alla tentazione, sono tremenda, lo so. Cosa avrò mai combinato? Ora ve lo spiego: Gli operai hanno finalmente chiuso il fossato aperto due giorni fa e, appena sono andati via, ho preso la Piuma e l’ho fatta camminare nel cemento fresco. Così le sue impronte rimarranno visibili per l’eternità (o almeno finché il condominio starà in piedi). Non ha gradito molto l’operazione perché il cemento è freddo e umido. Ma è stato un attimo, dai!


Cinque secondi di disagio per entrare nella leggenda,
li puoi anche sopportare, no?

Happyfania!



Bonne Fête des Rois! (Versione Francese dell’Epifania)

Ecco una bella tradizione francese. La "galette des rois" (torta dei re) è un delizioso dolce fatto di pasta sfogliata con dentro crema alla mandorla. Dentro è nascosta una figurina di gesso verniciato o ceramica che si chiama la "fava" perché originariamente era una vera fava. Il giorno dell’Epifania (che ha dato il nome alla torta), quando arriva l’atteso momento, il più giovane dei conviviali va sotto il tavolo. Qualcuno taglia la torta. Quando si rispetta davvero la tradizione, questo taglio si fa con la torta coperta da uno strofinaccio, in modo che, se il coltello incontra la fava, il tagliatore non possa sapere in che porzione si trovi, e che non si possa barare. Ma, chissà perché, spessissimo la fava si troverà nella porzione del bambino che sta sotto il tavolo… uno dei misteri familiari mai bene spiegati!
Quando la torta è tagliata, si prende una porzione e si chiede al bambino sotto la tavola : "Per chi è questa?" Il bambino risponde : "Per mamma, papa, Zia Tizia, me, sorella o fratello ecc.", nell’ordine che vuole lui. (La tradizione vuole che ci sia una porzione in più del numero esatto dei conviviali. Si chiama : "la porzione del povero". Nei nostri tempi nessuno squilla alla porta per chiedere una porzione di torta, ma nel passato questo avveniva. Oggi si divide normalmente la torta nel numero esatto).
Quando tutte le porzione sono distribuite, si mangia. Quello che trova la fava è il re o la regina. Gli si mette sulla testa una corona di cartone dorato. In qualche famiglia si beve nell’onore del re, il quale deve bere in un solo colpo un bicchiere di vino o acqua (secondo l’età) mentre tutti gli altri ripetono : "Le roi boit, le roi boit, le roi boit" (il re beve), o "la reine boit" (la regina beve). È più divertente con "il re", perché è più difficile da pronunciare.
Poi il re sceglie nell’assistenza la sua regina (o la regina il suo re), che al proprio turno deve bere un grande bicchiere.

Gli occhi di Santa Lucia

Santa Lucia

Il 13 dicembre si festeggiava Santa Lucia. Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano. Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappò gli occhi. Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì.
Se solo avesse potuto alzare gli occhi al cielo questa notte, avrebbe potuto ammirare un florilegio di stelle cadenti. Nel viaggio che ci riportava da Bologna ne ho contato 8 nell’arco di mezz’ora. Che dire? Santa Lucia fa concorrenza a San Lorenzo!



Le 13 décembre c’est la Sainte Lucie. L’histoire raconte que cette jeune fille appartenait à une riche famille de Syracuse et qu’elle était promise en mariage à un païen. Pour sa mère malade, elle fit un pèlerinage à Catane où elle visita la tombe de Sainte Agathe et exprima le voeu de conserver la verginité. Elle distribua ses biens aux pauvres et renonça au mariage. Son fiancé la dénonça et elle fut mise aux arrêts et soumise aux pires tortures: conduite au lupanar, traînée par un couple de boeufs, enduite de poix bouillante et mise sur les braises ardentes. Pour échapper au bourreau, elle s’arracha les yeux. Et c’est seulement après ces terribles souffrances qu’elle s’ecroula et mourut.

Si seulement Sainte Lucie avait pu regarder le ciel cette nuit, elle aurait pu assister à un florilège d’étoiles filantes. Pendant le voyage de retour de Bologne j’en ai compté 8 en une demi heure. Que dire? Sainte Lucie fait concurrence à Saint Laurent!

David Copperfield

David Copperfield

A dodici anni di distanza dalla sua ultima apparizione torna in Italia il più grande illusionista di tutti i tempi, David Copperfield. Stasera e domani si esibirà al Palamalaguti di Casalecchio e noi saremo li per lavoro. Ho già avuto l’occasione di assistere allo spettacolo precedente. E’ davvero un grande: Scompare dal palco e riappare misteriosamente all’altra parte del Palazzetto, ha fatto sparire la Statua della Libertà, vola addirittura! Un grande professionista, lo spettacolo è impeccabile e molto suggestivo. Almeno questi sono i ricordi che mi ha lasciato all’epoca.

"An Intimate Evening Of Grand Illusions è il nuovo sorprendente spettacolo in cui David Copperfield, grazie alla sua incredibile abilità nell’illusionismo, riuscirà a trasformare in realtà i sogni più segreti di ciascuno di noi." Almeno questo è quanto promette la locandina che pubblicizza la sua nuova performance. Perfetto!

Dunque: Caro David Copperfield, tu che fai miracoli, io ti sfido:

  • Ho bisogno che tu convinca la concessionaria presso la quale la nostra macchina è ferma da tre settimane, che il fatto di aver saltato un piccolo tagliandino di manutenzione ordinaria non debba essere sufficiente per non riconoscerci la garanzia e non ci costringa a sborsare davvero i 4000 euro che ci ha preventivato per la sostituzione del cambio.
  • Ho bisogno che tu ti piazzi due minuti davanti all’armadio strabordante di camera nostra e usi la forza cinetica del tuo pensiero o qualsiasi potere tu voglia impiegare (anche solo la forza dei tuoi bicipiti, andrebbe bene) per sollevarmi dal gravoso senonché urgente lavoro che torna purtroppo a tormentarmi ciclicamente. Sto parlando del noiosissimo cambio di stagione.
Non ce la posso fare da sola…..ti prego…..aiutami, almeno tu!
Fammi la magia!


Douze ans après sa dernière apparition, le plus grand illusioniste de tous les temps  David Copperfield revient en Italie. Ce soir et demain il sera au Palais des Sports de Bologne. J’ai déja eu l’occasion d’assister au spectacle précédent. David est vraiment super: Il disparait de la scène et apparait mystérieusement à l’autre bout de la salle, il a fait disparaitre la Statue de la Liberté, il arrive même à voler! C’est un artiste de grande envergure (pardon pour le jeu de mots) qui soigne de façon impeccable son spectacle. Du moins ce sont les souvenirs qu’il m’a laissés à l’époque.

"An Intimate Evening Of Grand Illusions est le surprenant nouveau spectacle au cours duquel, David Copperfield, grâce à son incroyable habilité dans l’art de l’illusionisme, réussira à réaliser les rêves  secrêts de chacun d’entre nous". C’est au moins ce que promet l’affiche de son nouveau programme.

Bon. Mon cher David Copperfield, toi qui fais des miracles, je te lance un défi:

  • J’ai  besoin de toi pour convaincre le concessionaire chez qui notre voiture est bloquée depuis trois semaines, que le fait d’avoir oublié une révision de manutention ordinaire ne constitue pas une raison suffisante pour invalider la garantie, et de ne pas nous obliger à débourser les 4000 euros du devis pour la boîte de vitesse.
  • J’ai aussi besoin que tu te places deux minutes devant l‘armoire débordante de notre chambre et que tu utilises la force cynétique de ta pensée ou n’importe quel autre pouvoir à ta disposition (les muscles de tes biceps pourraient à la limite être suffisants) pour m’exonerer de la lourde et urgente tâche qui me tourmente régulièrement. Je parle du changement saisonnier du garde robe.
Je n’y arriverai jamais toute seule…. je t’en supplie….donne moi un coup de main!
Fais moi un tour de magie!

Pelia

Pelia
Nella serie dei nomi astrusi, vi propongo oggi Pelia, con l’accento sulla “e”. Dovrebbe essere un nome maschile proveniente dalla mitologia greca ma, in questo caso, lo portava una signora. Ecco cosi ci dice Wikipedia riguardo a questo personaggio:

PELIA:
Figlio di Poseidone e di Tiro. Per vendicare la madre, uccise Sidero nel tempio sacro ad Era. Neleo lo scacciò a causa del sacrilegio e Pelia si stabilì in Tessaglia, dove divenne re di Iolco.

Sposò Anassabia, dalla quale ebbe dei figli, tra cui Acasto e Alcesti. Un giorno organizzò dei giochi in onore di Poseidone, tra gli altri, invitò a parteciparvi anche Giasone. Questi giunse a Iolco senza un calzare, perso nell’attraversare un fiume. Pelia si ricordò di una profezia in cui gli era stato detto di diffidare dell’uomo dal piede nudo.
Pelia mandò Giasone alla ricerca del vello d’oro, sperando di sbarazzarsi di lui. Nel frattempo Pelia uccise il fratellastro Esone (padre di Giasone), per consolidare il suo potere nel regno.

Giasone torno in patria con il vello d’oro e, con l’aiuto della moglie Medea, fece uccidere lo zio. Medea mostrò alle figlie di Pelia un metodo per ringiovanire il padre: prese un ariete, lo fece a pezzi e lo mise in un pentolone bollente e dal pentolone uscì un agnello. Le figlie, convinte, presero il padre e lo fecero a pezzi, ma Pelia non resuscitò.

Acasto lo sostituì sul trono e indisse in suo onore dei giochi ginnici, nel contempo, bandì Giasone e Medea.


Pour la série des noms plus qu’étranges, je vous propose aujourd’hui Pélias. Cela devrait être un nom masculin qui vient tout droit de la mythologie grecque, mais ici, c’était une femme qui le portait. Voici ce que nous dit Wikipedia au sujet de ce personnage:

Pélias:

Dans la mythologie grecque, Pélias (en grec ancien Πελιάς / Peliás), fils de Poséidon et de Tyro, est le fils adoptif de Créthée, roi d’Iolcos en Thessalie. À la mort de celui-ci, il s’empare du trône, devenant ainsi roi usurpateur (le roi légitime étant son demi-frère Éson, le père de Jason).

Craignant pour ce pouvoir mal acquis, il consulta un oracle qui lui répondit que sa mort viendrait avec un homme ne portant qu’une sandale. Quelque temps après, alors qu’il célébrait une cérémonie à laquelle Jason participait, il remarqua qu’il lui manquait une sandale (Jason l’avait perdue en traversant une rivière). Il lui demanda donc ce qu’il ferait à sa place s’il était roi et avait reçu un oracle lui prédisant qu’il serait assassiné par un sujet ; Jason répondit : « Je l’enverrais rechercher la Toison d’or. » C’est ainsi que Pélias, trouvant l’idée excellente, envoya Jason en Colchide, et pensant ne jamais le revoir, il se débarassa d’Éson et de sa famille.

Mais Jason revint victorieux de sa quête et avec l’aide de la magicienne Médée, il ourdit un plan pour se venger de Pélias : Médée se déguisa en prétresse d’Artémis et se présenta à la cour du roi ; là, elle fit croire aux filles de Pélias qu’elle possédait un moyen pour rajeunir leur vieux père : elle en fit démonstration avec un bélier, qu’elle coupa en morceau et fit bouillir dans un chaudron en y ajoutant certaines substances : il en ressortit un agneau. Ainsi persuadées, les filles de Pélias firent de même avec leur père, ce qui lui fut bien évidemment fatal. (Jason et Médée furent par la suite bannis d’Iolcos, et se réfugièrent à Corinthe).

Nomen Omen

Azzugena
Definizione presa in prestito da Wikipedia:
"Nomen omen
, tradotta letteralmente, significa il destino è nel nome. Letteralmente significa che nel nome sta racchiuso l’essere della persona. Presso i popoli antichi si riteneva che il nome non fosse un puro suono, ma quasi l’anima della persona che lo portava. La cosa assumeva importanza ancor più grande quando si trattava di un Dio: presso il popolo ebreo, infatti, era vietato anche solo pronunciare il nome di Javhé."

Ogni volta che vado a pranzo dalla mamma di Mr Pop, mi soffermo sempre davanti agli annunci mortuari attaccati al muretto del palazzo. Sembra incredibile ma cè sempre un morto dal nome improponibile. Capisco che lo spirito scherzoso dei toscani delle generazioni passate era cosa nota ma sembra che a Piombino ci sia una concentrazione abnorme di questi nome mai sentiti. E’ diventata una leggenda ormai, la storia di quel padre toscano, che dopo aver procreato già 5 figli, pensò bene di chiamare la sesta ed ultima nata "Finimola": più che un nome si trattava di una promessa, forse estorta dalla moglie che immagino non ne poteva più di sfornare figli. Tempo fa ho appreso la dipartita di un certo "Alfideo" e ieri non ho potuto trattenermi dal fotografare l’annuncio che vedete quassù. Ma l’avete mai sentito questo nome? Avreste il coraggio di chiamare cosi la vostra bimba?

….presso il popolo ebreo, infatti, era vietato anche solo pronunciare il nome di Javhé….., beh io dico che a Piombino si dovrebbe vietare di pronunciare il nome di Azzugena, sia mai che possa scatenare qualche maledizione etrusca!


D éfinition extraite de Wikipedia: Nomen omen, traduite à la lettre signifie le nom est un présage. Le sens littéral est que l’essence d’une personne est contenue dans son nom. Chez les peuples de l’antiquité, on pensait que le nom n’était pas seulement un son pur et simple mais presque l’âme de celui qui le portait. La chose assumait une importance encore majeure quand il s’agissait d’un Dieu: Chez le peuple hebreu, il était en effet même interdit de prononcer le nom de Jahvé.

Chaque fois que je vais déjeuner chez la Maman de Mr Pop, je m’arrête toujours quelques instants devant les affiches mortuaires collées sur le mur du HLM. Ça paraît incroyable mais il y a toujours un mort dont le nom est impossible à prononcer. Je comprends bien que l’esprit de plaisanterie des toscans des anciennes générations était bien connu mais il me semble qu’à Piombino, il y ait une forte concentration de ces noms bizarres. L’histoire de ce père toscan qui, après avoir mis au monde 5 enfants, eut la bonne idée d’appeler "Finimola" (finissons-en) la dernière-née est devenue légendaire: Plus qu’un nom, cela devait être une promesse, que lui avait sûrement extorqué sa femme qui devait en avoir assez de pondre des gosses. Il y a quelque temps, j’ai appris qu’un certain "Alfideo" nous avait quittés et hier, je n’ai pas résisté et j’ai photographié l’affiche que vous voyez là-haut. Mais vous avez déjà entendu un nom pareil, vous? Auriez vous le courage de refiler ce nom à votre fille?

….Chez le peuple hebreu, il était en effet même interdit de prononcer le nom de Jahvé…. et bien moi je dis qu’à Piombino, on devrait interdire de prononcer le nom d’Azzugena, on ne sait jamais, cela pourrait peut-être déclencher une quelconque malédiction étrusque!

La notte di San Lorenzo

Falling Star
Silenzio…….poi………cric, croc, croc……..(a quest’ora i ricci Arturo cenano), non c’è un alito di vento ma fa fresco. Sono rimasta piantata accanto ad Arturo, il naso puntato verso il cielo per più di mezz’ora ma di stelle cadenti, neanche l’ombra! Accidenti alla luna piena! Accidenti al torcicollo! Basta. Mi sono stufata e me ne vado al letto. Il mio desiderio lo esprimerò un’altra volta. Ma che nervi!!!!



S ilence……et puis…….cric, croc, croc (c’est l’heure du repas des hérissons Arthurs), il n’y a pas un poil de vent mais il fait frisquet. Je suis restée plantée à côté de Arthur pendant plus d’une demi heure le nez en l’air mais je n’ai vu aucune étoile filante. Zut! C’est la pleine lune. Zut! Je me suis choppé le torticolis.  Ça suffit comme ça. J’en ai marre et je vais me coucher. J’exprimerai un vœu la prochaine fois. Mais ça m’énerve!!!

La Leggenda del Ponte dell’Arcobaleno

   La leggenda del Ponte dell'Arcobaleno      


C’e’ un posto in Paradiso, chiamato “Ponte dell’Arcobaleno”.
Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va al ponte dell’arcobaleno.

Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici tanto speciali così che possano correre e giocare insieme. C’è tanto cibo, acqua e sole, ed essi sono al caldo e stanno bene. Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi. Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti, come noi li ricordiamo nel sogno dei giorni e dei tempi passati. Sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto amato, qualcuno che hanno dovuto lasciare indietro… Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di essi improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l’orizzonte. I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l’impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre più veloce. Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme, vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarvi più. Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso; le tue mani accarezzeranno di nuovo l’amata testolina e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti, per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assente dal tuo cuore. Allora attraverserete, insieme , il Ponte dell’Arcobaleno…….

Autore Ignoto

Mi ha sempre confortato credere che il Ponte dell’Arcobaleno esista davvero, in qualche modo. La storia può sembrare infantile e addirittura stupida ma leggendola mi commuovo sempre e come per magia, mi ritrovo immancabilmente un sorriso sulle labbra.


Tout juste à coté du paradis, il existe un endroit qui s’appelle le Pont De L’Arc En Ciel. Lorsqu’un animal, qui a été particulièrement proche d’une personne dans notre monde, meurt,cet animal se retrouve au Pont De L’Arc En Ciel. Là, il y a des prés et des collines pour tous nos amis spéciaux, afin qu’ils puissent jouer et courir ensemble. Il y a de la nourriture et de l’eau en abondance et le soleil resplendit pour que nos amis aient bien chaud et se sentent bien. Tout ceux qui étaient vieux et malades, retrouvent leur santé et leur vigueur; ceux qui étaient bléssés ou estropiés, sont de nouveau forts et agiles, tout comme on se souvient d’eux dans nos rêves des jours passés. Les animaux sont contents et heureux, sauf pour un détail; ils s’ennuient d’une personne très spéciale, une personne qui est restée là bas. Ils courent et jouent ensemble, mais vient un jour lorsque l’un d’entre eux s’arrête soudainement et regarde vers l’horizon. Ses yeux sont brillants et ardents; son corps impatient commence à frémir. Soudainement, il se détache du groupe, courant à toute vitesse au dessus de l’herbe verte, de plus en plus vite. Tu as été repéré, et au moment où finalement réuni ton ami si spécial te rejoint, vous vous serrez joyeusement l’un contre l’autre, pour ne plus jamais être séparés. Les baisers mouillés abondent sur ton visage; tes mains caressent cette tête tellement aimée, et tu regardes une fois de plus dans ces yeux pleins de confiance, ces yeux depuis si longtemps disparus de ta vie, mais qui n’ont jamais quitté ton coeur. Et puis, ensemble, vous traversez le Pont De L’Arc En Ciel…

Auteur inconnu

Croire que le pont de l’Arc en Ciel existe vraiment, d’une façon ou d’une autre, m’a toujours réconfortée. L’histoire peut sembler infantile, voire stupide, mais à chaque fois que je la relis, je me retrouve immancablement une larme à l’œil et un sourire sur les lèvres.