Barcellona

Parco GüellQuando ho prenotato il volo per la Bretagna prima di Natale, ho commesso un grosso errore e mi sono ritrovata con un biglietto di ritorno Rennes-Parigi-Pisa non modificabile e non rimborsabile  per il 28 gennaio invece del 28 dicembre. Per rimediare in qualche maniera abbiamo pensato bene di individuare una destinazione da Rennes che ci permettesse di sfruttare in parte la situazione. E così abbiamo optato per una  delle città che da tanto tempo desideravamo visitare. Adesso posso dire che uno dei miei “mini traveldreams” per l’anno 2014 si è realizzato. Non posso dire di aver visitato a fondo la città ma mi accontento (per ora) di aver potuto camminare sul suolo spagnolo per poche ore. Siamo arrivati a Barcellona venerdì pomeriggio  e siamo partiti domenica mattina per un breve passaggio in Bretagna prima di tornare a casa. Un giorno e mezzo a Barcellona è davvero poco. Troppo poco per una visita approfondita, perciò avevamo deciso di limitare al massimo il nostro giro turistico. E’ stato un po’ come assaggiare un buon piatto e non poter gustarselo tutto ma è stato comunque sufficiente per farci un’idea. Vi assicuro che il poco che abbiamo visto non ci ha deluso. Barcellona è bellissima e vogliamo tornarci. Ma cominciamo dall’inizio:

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Côte d’Émeraude

emeraude

e vi avanzano 10 minuti da dedicare ad un viaggio virtuale, vi consiglio di cliccare su questa gemma, vi porterà sulla Côte d’Émeraude, terra della mia gioventù. Da non confondere con la Costa Smeralda, si tratta di un tratto di costa sulla Manica (e, più precisamente, sul Golfo di Saint-Malo) della regione francese della Bretagna, situato tra il dipartimento des Côtes-d’Armor e il dipartimento dell’Ille-et-Vilaine. L’appellativo Côte d’Émeraude fu coniato nel 1890 sul modello di “Costa Azzurra” dallo storico e avvocato Eugène Herpin per il colore smeraldo che assume talvolta il mare.

L’associazione “Cœur Emeraude”, per promuovere la concretizzazione del Parco Naturale regionale “Rance–Côte d’Emeraude”, ha commissionato la realizzazione di un film. Une bella presentazione del territorio interessato dal progetto. Tra maree, città, campagne e visi bretoni, la natura selvaggia prevale.

Ça vaut le coup d’œil!.

Per un’estate serena

iostoconloroCito testualmente le parole di Giu84,  l’autrice di questo banner perché non c’è niente da aggiungere. "In vista dell’estate spero che qualcuno di voi abbia la voglia di inserirlo nel proprio blog…Dimostriamo tutti assieme il nostro sdegno, le nostre voci assieme potranno diventare un grido che si propagherà sempre più forte."  Un clic sull’immagine vi porterà direttamente sul suo blog. Magari lasciatele un commento,  per farle sapere che siamo in tanti a pensarla come lei.

Milan-Messina

partita
Ieri ho fatto un viaggio in un altro mondo, quello che alcuni definiscono il meraviglioso mondo del calcio. Certo, per essere diverso dal mio mondo, è diverso, non si può negare. Il solo fatto di partire da casa con una temperatura di 21 gradi per ritrovarmi 4 ore più tardi nella grande Milano in pieno inverno con soli 11 gradi mi ha scombussolata e la prima cosa che ho detto è stata "Eciù!"
Erano anni che non mettevo piede al Meazza e se devo dire la verità, non ne sentivo affatto la mancanza. Questo stadio non mi piace per niente: E’ mastodontico, opprimente, labirintico e vertiginoso. Ecco come lo potrei definire. Ma dovevamo lavorare e quindi, zitti e mosca.

I cancelli hanno aperto intorno alle 18:45 ma il bar nel quale ero piazzata ha cominciato a riempirsi solo dopo una trentina di minuti. I tifosi sono animali strani, quasi tutti erano dotati dei soliti oggetti rituali (sciarpa, berretto, cuscinetto di gomma piuma rossonera). Una signora entrò nel bar completamente imbaccuccata con una sciarpa che le ricopriva la testa,un berretto di lana sopra la sciarpa, un piumino che le arrivava fino alla suola delle scarpe, guanti, tutti stranamente viola (che avesse sbagliato partita e città?). Io che non amo particolarmente il calcio avrei voluto fermarla, afferrarla dalle spalle, guardarla negli occhi (tanto solo quelli non erano coperti) e farle una domanda, scuotendola con vigore per ottenere una risposta ragionevolmente convincente: PERCHE’? Chi glielo fa fare di pagare un biglietto (di cui ignoro il prezzo ma so che solo il parcheggio custodito costa 10 euro) soffrire il freddo, per vedere una partita di calcio? PERCHE’? CHE SENSO HA? Non lo capirò mai. Stavo al secondo anello, accanto alla tribuna stampa e già lì, con quel nebbione (i milanesi diranno che non c’era nessuna nebbia ma per me c’era un gran nebbione) non si vedeva un tubo, solo una ventina di formichine sfocate e lontanissime che si muovevano di qua e di là. L’unico che si notava era l’arbirtro fluorescente!

Poi tornando a casa ci siamo fermati all’Autogrill per mangiare un panino e abbiamo trovato due tifosi reduci anche loro dalla partita. Hanno raccontato al ragazzo del bar com’era andata la partita, lamentandosi del fatto che la loro squadra aveva preso la traversa, un’altra volta…..la tredicesima traversa per la precisione. Non ho potuto trattenere la battuta: "Dovreste essere contenti….di questi tempi fa comodo la tredicesima!"



Hier j’ai fait un voyage dans una autre monde, celui que d’aucuns définissent comme le merveilleux monde du Foot Ball. Ça, pour être différent de mon monde, c’est autre chose, on ne peut pas dire le contraire! Le seul fait de partir des 21 ° de chez moi et de me retrouver en plein hiver (11 ° seulement) à peine 4 heures plus tard dans la Grande Ville de Milan m’a complètement chamboulée et mes premiers mots ont été "Atchoum!!"
Cela faisait bien des années que je ne mettais pied dans le Stade Meazza et je dois avouer que cele ne me manquait absolument pas. Ja n’aime pas du tout ce stade: Trop grand, trop dispersif et trop haut, il m’opprime un maximum. Mais, bon, on était là pour bosser alors je me tais.

Le public a commencé à entrer vers 18:45 mais le bar dans lequel j’étais placée n’a commencé à se remplir qu’une demi heure plus tard. Les supporters sont de drôles de bêtes, presque tous étaient équipés de leurs objets rituels (écharpe, bonnêt et coussinet aux couleurs de l’équipe du Milan). Une dame complètement emmitoufflée m’a étonnée en entrant dans le bar: Une écharpe lui couvrait la tête et portait un bonnêt par dessus, des gants et sa doudoune lui arrivait aux semelles. La chose étrange c’est que tous ces accessoires étaient violets (elle avait sûrement du se tromper de match et de ville). Moi qui n’aime pas spécialement le foot, j’aurais voulu la stopper, la saisir par les épaules lui planter mon regard dans les yeux (de toute façon elle n’avait que cela de découvert) et lui poser une seule question, tout cela en la secouant très fort dans l’espoir d’obtenir une réponse sensée et convaincante: POURQUOI? Qu’est ce qui vous pousse à payer un billet (dont j’ignore le prix mais je sais que le prix du parking gardé atteint les 10 euros), et à vous geler les fesses pour assister à un match de foot? POURQUOI? Y A T-IL UN SENS À TOUT CELA? Je n’arrive pas à le comprendre. Je me trouvais au deuxième étage, à coté de la salle de la presse et déja là, à cause du brouillard (les milanais me diront qu’il n’y en avait pas, mais d’après moi il y en avait beaucoup) on n’y voyait que dalle. Rien qu’une vingtaine de fourmis indistinctes là bas qui s’agitaient par ci par là. Le seul qu’on voyait à peu près c’était l’arbitre fluorescent!

Plus tard, en revenant à la maison, nous nous sommes arrêtés sur l’autoroute pour manger un sandwich et nous avons rencontré deux supporters qui, eux aussi, rentraient chez eux. Ils ont racconté au barman ce qui s’était passé pendant le match, en se plaignant du fait que leur équipe avait pris le poteau, encore une fois….pour la treizième fois pour être précis. Je n’ai pas résisté et en plaisantant je leur ai dit: "Vous devriez être contents, par les temps qui courent la treizième (mensualité), c’est très utile!"

Incontro mancato

uomo sfocatoPeccato! L’incontro programmato all’ultimo tuffo con un amico bloggher non ha potuto accadere. Giovedì Fully , come me, doveva trovarsi nel bolognese per motivi di lavoro, e cosi avevamo preso accordi per un microraduno, cosi micro che sarebbe stato praticamente un tête à tête. Purtroppo avevo poco tempo a disposizione e a causa del traffico e delle avverse condizioni meteorologiche, lui non ce l’ha fatta ad arrivare entro l’orario stabilito. Mi dispiace non aver potuto scoprire se l’idea che mi sono fatta di lui corrisponde davvero alla realtà.

Ma cosa so di lui? So che assomiglia a Sean Connery perchè ha postato una sua fotografia, so che ama le macchine d’epoca e che ha una Porsche color puffo, so che è goloso e che sa cucinare bene, so che ama gli animali e questo è una grandissima qualità ai miei occhi.
Quando mi ha chiamato al telefono per dirmi che ritardava, ho sentito una voce calda e profonda che mi ha fatto pensare a una persone tranquilla e sicura di se. In un certo senso, lo Zio Fully infonde fiducia. E’ stato divertente notare che inconsciamente visualizzavo Sean Connery ma mi sono stupita di sentire la cadenza romana come se mi aspettassi che dicesse "Ciao, sono Fully…..James Fully!" come l’avrebbe pronunciato il doppiatore.

Frequento da anni il newsgroup di IDAG, è una specie di salotto nel quale l’argomento principale è il gatto. Ho partecipato a diversi raduni, in occasione dei quali ho potuto incontrare alcune delle persone che conosco normalmente soltanto attraverso quello che scrivono. Non sarebbe stata quindi, la prima volta che avrei potuto trasformare una conoscenza virtuale in qualcosa di concreto e reale ma devo dire che ogni volta, c’è sempre una grande emozione.

Questa volta la mia curiosità non è stata soddisfatta, il puzzle non si è incastrato: un viso, una voce, dei racconti che sono rimasti tre cose separate. E’ un po’ come se vedessi solo una silhouette nella nebbia. Sarà per un’altra volta, spero!

***Vi rimando al post gemello di Fully riguardo
a questo incontro mancato***



Quel dommage!  Le rendez-vous de la dernière minute que j’avais programmé avec un ami blogueur n’a pas pu se réaliser. Jeudi Fully , comme moi, aurait du se trouver à Bologne  pour un voyage d’affaires. Nous nous étions donc mis d’accord pour une mini réunion, tellement mini qu’en fait,  cela aurait été un tête à tête. Malheureusement le temps à  ma disposition etait très limité et il n’a pas réussi à arriver dans les délais fixés à cause de la circulation et du mauvais temps qu’il a trouvés sur la route. Dommage, j’aurais bien aimé savoir si l’idée que je m’étais faite de lui collait à la réalité.

Mais que sais-je de lui? Je sais qu’il ressemble à Sean Connery parce qu’il a publié sa photo, je sais qu’il aime les voitures d’époque et qu’il possède une Porsche couleur Schtroumpf, je sais qu’il est gourmand et qu’il est doué en cuisine, je sais qu’il aime les animaux, ce qui est à mes yeux une grande qualité.
Quand il m’a appelée au téléphone pour m’annoncer qu’il était en retard, j’ai entendu une voix chaude et profonde qui m’a fait penser à quelqu’un de calme et sûr de soi. Dans un certain sens, Tonton Fully à l’air de quelqu’un de fiable. C’est marrant, inconsciemment je visualisais  Sean Connery mais entendre l’accent romain m’a surprise, comme si je m’attendais qu’il me dise "Ciao, je suis Fully…..James Fully!" de la même façon que l’aurait prononcé l’acteur qui fait le doublage.

Je fréquente depuis des années le newsgroup de IDAG, c’est une espèce de salle de thé dans lequel le chat représente le principal sujet de conversation. J’ai participé à  plusieurs réunions, au cours desquelles j’ai pu rencontrer des gens que je ne connais habituellement qu’à travers ce qu’ils écrivent. Cela n’aurait donc pas été la première fois qu’une connaissance virtuelle se transforme en quelque chose de plus concrêt et réel mais je dois dire qu’il y a toujours une grande emotion.

Cette fois ci, ma curiosité n’a pas été satisfaite, le puzzle ne s’est pas imbriqué: un visage, une voix, des récits qui sont restés comme trois choses séparées et distinctes. C’est un peu comme si je ne voyais qu’une silhouette dans le brouillard. Ce sera pour la prochaine fois, j’espère!

***Je vous renvoie à l’ article jumeau de Fully au sujet
de ce rendez-vous manqué***

Come raggiungerci

cartina
Il problema non è come raggiungere il Palamalaguti di Casalecchio ma riuscire ad andar via di lì!
Un odissea:  Siamo andati su con la macchina di un amico di Mr Pop. All’andata guidava lui, nessun problema. A metà concerto (Ben Harper), mi ha detto che potevo tornare a casa con la Punto e che lui sarebbe tornato col camper con Jek.

Esco dal palazzetto, mi dirigo verso la macchina, infilo la chiave nella serratura ma non si apre. Mi ero scordata che Mr Pop l’aveva  spostata. Ma dico io, proprio una macchina dello stesso colore doveva parcheggiare proprio li e mandarmi in confusione? Finalmente trovo quella giusta.

Questa macchina ha l’impianto GPL e proprio mentre mi accingo a partire, noto che  la spietta rossa dell’aggeggio del gas è accesa. Telefono a MrPop per avere notizie e mi dice che aveva "messo" l’alimentazione su benzina, nel frattempo mi si scarica il cellulare e la comunicazione s’interrompe a metà di una frase. Non trattandosi della nostra macchina, il mio carica batteria da auto è rimasto a casa, potevo pensarci ma facciamo finta di niente. Porca miseria! Va bene, parto lo stesso ma le indicazioni stradali sono poche e enigmatiche. Mi spediscono nella direzione opposta da dove mi ricordavo di essere arrivata quindi decido di andare a memoria e ovviamente mi perdo. Dieci minuti su strade sconosciute mi riportano, indovinate dove? Al palazzetto. Argh! Vabbene, seguirò le indicazioni, ma Firenze non compare. Seguirò Milano perchè mi ricordo che c’è un bivio ma non so come mi ritrovo prima sulla tangenziale ma nel senso contrario perchè ho sbagliato l’uscita. Esco alla prossima, cerco disperatamente una rotatoria per tornare indietro, con un’angoscia crescente (comincio a vedere indicazioni strane tipo Verona, Modena che non c’entrano niente). Dopo un quarto d’ora rientro finalmente sulla carreggiata giusta. Ci ho messo una buona mezz’ora a ritrovare la strada di casa. Mi fermo a Roncobilaccio per mangiare un boccone e cerco di riaccendere il telefono sul quale trovo un messaggio preoccupato di Mr Pop. Rispondo al messaggio più in fretta che posso nella speranza che non mi si spenga di nuovo "batteria scarica". Poi mi dico che sarà meglio precisare se no Marcello si preoccupa davvero pensando che sono ferma in autostrada! Mando un altro SMS in fretta e furia "batteria cell. scarica!" Il resto del viaggio trascorre senza intoppi e arrivo a casa alle 2:00.

L’ho sempre detto che non mi piace guidare le macchine altrui, specialmente di notte! La prossima volta pretenderò anche un corso sugli impianti GPL cosi non mi troverò impreparata oppure chiederemo al benefattore che ci presta un veicolo di dotarlo preventivamente di navigatore satellitare.

Ormai non posso più farne a meno!



Il n’y a pas de problème pour arriver au Palais des Sports Palamalaguti de Bologne mais pour en repartir, c’est une autre paire de manches!
Une odyssée: On est montés à Bologne avec la voiture que nous a prêtée un ami de Mr Pop. À l’aller c’est lui qui conduisait donc aucun problème. À mi-concert (Ben Harper) il m’a dit que je pouvais rentrer à la maison avec la Punto et que lui serait revenu avec Jek sur le camping car.

Je sors du Palais des Sports, je me dirige vers la voiture, j’enfile la clef dans la serrure mais la portière ne s’ouvre pas. J’avais oublié que Mr Pop l’avait déplacée. C’est pas permis qu’une voiture de la même couleur prenne notre place et me confonde les idées! Je l’ai finalement retrouvée.

Il faut préciser que cette voiture a un système GPL et au moment de mettre en route, je m’aperçois que le témoin du gaz est allumé. J’appelle Mr Pop au portable qui m’explique qu’il avait sélectionné l’alimentation à essence mais au beau milieu de la phrase, la batterie de mon téléphone me lâche. Vu que ce n’est pas notre voiture, mon chargeur de voyage est bien sûr resté à la maison, j’aurais du y penser mais tant pis. Zut! OK, je pars quand même mais les panneaux sont rares et sybillins. Ils m’expédient dans la direction opposée à celle dont je me souvenais, alors je décide de me fier à ma mémoire et comme vous en doutez, je me perds. Je vague dans des rues inconnues pendant une dizaine de minutes et je me retrouve, devinez où? Au Palais des Sports. Grrr! OK, je suis les indications mais aucun signe de Florence. Je vais suivre la direction de Milan car je me souviens qu’à moment donné on bifurque mais malheureusement, j’ignore pourquoi, je me retrouve tout d’abord sur la rocade mais dans le sens contraire parce que j’ai loupé la sortie. Je sors à la suivante, je cherche désespérement un rond point pour revenir sur mes pas avec un sentiment d’angoisse qui ne fait que d’augmenter car je commence à voir de drôles d’indications, genre Verone et Modène qui n’ont rien à voir avec ce que je cherche. Un quart d’heure plus tard je remonte enfin sur le juste voie. J’ai mis environ une demi heure à trouver mon chemin. Je m’arrête à Roncobilaccio pour casser une petite croûte et je tempte le coup de rallumer le portable, juste le temps de trouver un message préoccupé de Mr Pop, de lui répondre le plus rapidement possible avant que la pile ne rende définitevement l’âme, par un "batterie à plat". Mais j’ai préféré corriger rapidement le tir avec un autre SMS "batterie du portable à plat", pou éviter que Marcello ne s’en fasse trop et qu’il ne s’imagine que je suis bloquée sur l’autoroute. Le reste du voyage s’est bien passé et je suis arrivée à deux heures du matin.

Si je ne fais que répéter que je n’aime pas conduire d’autres voitures que la mienne, et en plus la nuit, il y a bien une raison! La prochaine fois, j’exigerai de faire un cours accéléré sur les voitures à GPL ou alors, autre solution, je demanderai au bienfaiteur qui nous prête un véhicule de le doter au préalable d’un navigateur GPS.

Je ne peux désormais plus m’en passer!

Cris si è fermata a Eboli

Eboli
Anch’io mi sono fermata a Eboli. Toccata e fuga. Solo il tempo di mangiare una mozzarella di bufala spettacolare con un po’ di prosciutto fresco. Abbiamo lavorato per i due spettacoli di Aldo Giovanni e Giacomo e abbiamo ripreso di nuovo la strada di casa. Stanca morta per l’infinità di chilometri percorsi.



Moi aussi je me suis arrêtée a Eboli, en coup de vent. Juste le temps de déguster une délicieuse mozzarella de bufflonne (ou bufflesse, choisissez) accompagnée d’un peu de jambon cru. Nous avons travaillé pour les deux spectacles des comiques Aldo Giovanni et Giacomo et nous avons repris le chemin du retour. Crevée fatiguée à cause de tous les kilomètres que nous avons parcourus.

Cani e aquiloni

kite dog
Sosta all’autogrill per pausa pipi/caffè. Una macchina parcheggia accanto a noi. Dopo qualche minuto esce un signore che tiene al guinzaglio due cagnetti, di quelli che sembrano più topi che cani. Un maschio e una femmina, ognuno col suo bel guinzaglio allungabile, il maschio controllato dalla mano destra e la femmina dalla mano sinistra. Non so da quanto tempo viaggiassero, ma appena usciti si sono fiondati in mezzo agli arbusti della piazzola per fare i loro legittimi bisogni. Ho chiamato il cane-topo che da bravo cane da guardia arrogante si è messo a sbraitare minaccioso rifiutando il mio cordiale saluto. "Peggio per te, antipatico!" La femmina non mi ha nemmeno considerata e continuava a pensare ai cavoli suoi: pipi-odori vari da annusare e erba-cagna da sgranocchiare. Anche il cagnetto passava di qua e di là in cerca di odori e ogni 3 secondi accompagnava alle tre gocce schizzate, il rito di quello che chiamo il "gesto del giardiniere", sparando in aria ciuffi di erba.

Si  intrufolavano tra gli arbusti e quando il padrone li richiamava, tornavano indietro ma passando sempre da un’altra parte rischiando l’aggrovigliolamento. Il padrone dei topi si dava un gran daffare per agevolare la liberazione dei due topastri. Era molto divertente vederlo armeggiare con questi due cordicelle indipendenti dotate a quanto sembrava di vita propria: Molla di qui, tira di là…. abbassati che c’è un ramo! Ad un certo punto non ce l’ho più fatta a trattenermi e gli ho detto:

 " Scommetto che lei è pratico di aquiloni!"



Arrêt au restoroute pour une pause pipi/café. Une voiture se gare à côté de nous. Après quelques minutes en sort un monsieur qui tient deux petits chiens en laisse, qui ressemblent plus à des rats qu’à autre chose. Un mâle et une femelle, chacun attaché à sa propre laisse allongeable, le mâle controlé de la main droite et la femelle de la main gauche. J’ignore depuis combien de temps ils voyageaient, mais dès qu’ils sont sortis de voiture ils sont allés tête baissée vers les arbustes de l’aire de repos pour faire leurs besoins. J’ai appelé le chien-rat qui s’est mis à abboyer furieusement contre moi en signe de refus du salut amical que je voulais lui adresser. "Tant pis pour toi, cretin!" La femelle ne m’a pas daignée d’un regard et a continué à vaquer à ses occupations: pipi-odeurs à identifier et herbe à chien à grignoter. Le chien se balladait  lui aussi par ci par là, à la recherche d’odeurs et toutes les trois secondes il accompagnait les trois gouttes giclées d’une belle ration de ce que j’appelle le geste du jardinier, en propulsant dans les airs de nombreuses touffes d’herbes.

Ils s’enfilaient au milieu des arbustes et quand leur maître les rappelait, ils ne revenaient jamais sur leurs pas au risque de s’entortiller parmi les branches. Le monsieur avait beaucoup de boulot pour faciliter la libération des deux rats. C’était très amusant de le voir se débattre avec ces deux bouts de ficelle indépendantes l’une de l’autre, qui semblaient être dotées d’une vie autonome: Donne du fil par ici, tire de l’autre côté….baisse toi qu’il y a une branche. À moment donné je n’ai plus résisté à la temptation et je lui ai dit:

"Je parie que vous vous y connaissez en cerfs-volants!"

Ultime volontà 

R.I.P.
L‘argomento di questo post non è dei più allegri, me ne rendo conto ma ieri ero di funerale e la giornata mi ha portato a fare molte riflessioni, alcune serie altre un pochino più leggere. Ho da sempre una predilezione per l‘umorismo nero, trovo che scherzare sulla morte sia un modo di esorcizzare le proprie paure. Tengo quindi a precisare che non è mia intenzione urtare la sensibilità dei miei lettori.

Cominciamo dalle cose serie:
Prima di tutto, sono sempre più convinta che l’eutanasia sia cosa buona e giusta: Trovo disumano che una persona debba continuare a soffrire inutilmente per anni. Quando non c’è più niente da fare, e il corpo si è consumato quasi del tutto ritengo che dire basta quando si pensa di essere arrivati al limite sia un diritto umano insindacabile. La pratica dell’eutanasia è un atto di rispetto della dignità della vita dell’individuo, di pietà davanti alla sofferenza insopportabile che viene concesso adesso solo ai nostri animali domestici. Sono cosciente che un animale e un essere umano sono due cose diverse, ma cosa bisogna fare? Prenotare l’ultimo viaggio in Olanda?

Le sacre scritture dicevano mi pare,  Polvere alla polvere, cenere alla cenere”. Ma com’è possibile se la bara viene sigillata con una saldatura? Com’è possibile se le bare vengono murate nei luculi di cemento? Come mai c’è ancora cosi poca accettazione riguardo alla cremazione? Mi ricordo una pubblicità progresso della SOCREM, una società di cremazione come soluzione civile ed ecologica al problema della necessità di ingrandire i cimiteri. Lo slogan a mio parere molto azzeccato dice “In nome della vita, lasciamo la terra ai vivi”.  La cremazione è entrata ufficialmente nel nostro ordinamento con la legge sanitaria del 1888 dopo che la Chiesa ha smesso di censurarla nel 1963. La cremazione è oggi soprattutto una forma di civiltà, una scelta di progresso e di libertà personale.

Come dicevo all’inizio, la giornata di ieri mi ha fatto riflettere molto, ho assistito a cose che mi hanno commossa, a comportamenti che hanno urtato la mia sensibilità, e anche a cose divertenti. Ho voluto riassumere il tutto stilando una specie di “Ultime Volontà” che verrà idealmente affisso all’ingresso della mia camera mortuaria.
Vi prego di prenderle con leggerezza:

  • Vietato fare fotografie della defunta col cellulare al fine di far vedere ai parenti che non sono potuti venire che “sembrava una bambolina“.
  • Vietato vociare come se si fosse al mercato, davanti alle spoglie della defunta.
  • Vietato far notare che sarebbe ora di “chiudere” la defunta perché comincia a mandare cattivi odori
  • Vietato toccare le mani della defunta per constatare quant’era dimagrita.
  • Vietato coprire il corpo della defunta con quel velo che mi ricorda tanto la tendina copri vivanda anti insetti della DMail.
  • Se proprio non si può evitare la zanzariera, almeno toglierla prima della saldatura della bara, quelle scintille non mi sono piaciute per niente.
  • Ma tanto, in caso di cremazione la zincatura non dovrebbe essere necessaria, quindi mi dovrei salvare.
  • Non capisco perchè si debba sborsare cifre folli per una bara che nessuno vedrà più, il cui unico destino è la decomposizione: La posso prendere all’IKEA e montarmela da sola con 4 tavole semplici di legno grezzo? Cosi me la faccio su misura, sapete, io sono alta 1,78m, non vorrei ritrovarmi con i piedi rattrippiti.
  • Non voglio fiori: perchè devo fare morire anche loro, non hanno fatto niente di male.
  • Vorrei che durante la messa la signora della terza fila cantasse la stessa strofa della suora al microfono sull’altare, onde evitare sgradevoli brusii incomprensibili.
  • Amo il caldo, è cosa nota a tutti, e voglio essere cremata, sarà la mia ultima abbronzatura.
  • Se per qualsiasi motivo, come lo sciopero dell’azienda del gas che alimenta l’impianto, non potessi essere cremata voglio stare in un loculo, non voglio andare sotto terra. Non mi piace il pian terreno, non voglio dover vedere solo le scarpe dei miei visitatori. Non voglio neanche stare al quarto piano ed obbligare chi dovesse dare una pulita alla mia lapide a pericolose acrobazie sulla scala a pioli.
  • Mi sembra che il secondo piano sia perfetto, stessa altezza del forno della mia cucina componibile, comodissima. Non credo che avrò problemi con i vicini, è tutta gente tranquilla e silenziosa.
  • Gradirei inoltre che alla fine della mia tumulazione gli intervenuti al funerale non si dilaguassero per il cimitero in cerca della tomba di Désirée, una povera ragazza morta ammazzata. E’ il mio funerale, che diamine, non è una gita turistica!
  • ah…dimenticavo: Io voglio andare sul Ponte dell’Arcobaleno!

L e sujet de cet article n’est pas des plus gais, je m’en rends parfaitement compte, mais hier j’ai participé à un enterrement et  j’ai eu toute la journée pour réfléchir à un tas de choses sérieuses et à d’autres un peu plus légères.
J’ai toujours adoré l’humour noir, je trouve que rire de la mort permet d’exorciser la peur. Je tiens cependant à préciser que je n’ai aucune intention de heurter la sensibilité de mes lecteurs.

Commençons par les choses sérieuses:
Je suis de plus en plus convaincue que l‘euthanasie est une bonne chose: Je trouve inhumain d’obliger quelqu’un à souffrir inutilement pendant des années. Quand il n’y a plus rien à faire et le corps est presque totalement consumé, je crois que pouvoir dire stop quand on est au bout du rouleau devrait être un droit individuel incontestable. La pratique de l’euthanasie est un acte de respect envers la dignité de la vie, de pitié face à la souffrance insupportable qui n’est concédée encore aujourd’hui qu’à nos animaux domestiques. Je suis consciente du fait que les animaux et les êtres humains sont deux choses différentes, mais que faut il faire? Programmer notre ultime voyage aux Pays Bas?

Les Écritures disaient, me semble-t-il, “Tu es poussière, et tu retourneras à la poussière”. Mais comment est-ce possible si on soude le cercueil? Comment est-ce possible si on mure les cercueils dans des casiers en ciment? Comment se fait-il que la crémation soit encore si peu acceptée? Je me souviens du slogan de la SOCREM, une société de services funéraires, qui mettait l’accent sur la crémation comme solution civile et écologique du problème de la nécéssité d’expansion des cimetières. Il allait droit au but: “Au nom de la vie, laissons la terre aux vivants”.  La crémation est entrée officiellement dans la règlementation italienne grâce à la loi sanitaire datant de 1988, bien après que l’Église n’ait cessé de la censurer en1963. La crémation est une forme de civisme, un choix de progrès et une liberté personnelle, surtout aujourd’hui.

Comme je le disais au début, la journée d’hier m’a beaucoup fait réfléchir, j’ai assisté à des scènes émouvantes, à des comportements qui m’ont choquée mais aussi à des situations amusantes. J’ai voulu résumer tout cela par le biais d’une sorte de liste de “Dernières Volontés” qui sera affichée à l’entrée de ma chambre mortuaire.
Vous êtes invités à ne pas prendre cela trop sérieusement:

  • Interdit de fotographier la defunte avec le téléphone portable pour montrer aux membres de la famille qui ne pouvaient pas être présents qu“on aurait dit une poupée”
  • Interdit de gueuler comme si on était au marché, devant la dépouille de la défunte
  • Interdit de faire remarquer qu’il serait temps de “fermer le cercueil parce que la défunte commence à sentir mauvais”.
  • Interdit de toucher les mains de la défunte pour constater combien elle avait maigri dans les derniers temps.
  • Interdit de couvrir le corps de la défunte avec ce voile qui me rappelle tellement une moustiquaire de table de la Vitrine Magique.
  • Si on ne peut pas éviter la moustiquaire, qu’on l’enlève au moins avant de faire la soudure du cercueil, j’ai pas trop aimé toutes ces scintilles.
  • De toute façon, la soudure ne devrait pas être obligatoire en cas de crémation, je devrais donc être tranquille.
  • Je n’arrive pas à comprendre pourquoi on doit absolument dépenser une fortune pour un cercueil que personne n’aura plus l’occasion de voir, et qui n’est destiné qu’à la décomposition: Je peux l’acheter chez IKEA et me la monter moi même avec 4 planches de bois toutes simples? Comme ça je me la fais sur mesure, vous comprenez, je mesure 1,78 m et je ne voudrais pas avoir les orteils recroquevillés.
  • Je ne veux pas de fleurs: Pourquoi doivent elles mourir avec moi, elles ne m’ont rien fait de mal.
  • J’aimerais bien que pendant la messe, la dame du troisième rang chante la même strophe que la sœur au micro sur l’autel, de façon à éviter ce charabias incompréhensible et désagréable.
  • J’aime la chaleur, c’est bien connu, et je veux être incinérée, ce sera ma dernière séance de bronzage.
  • Si pour n’importe quelle raison (grêve chez GDF qui fournit le gaz au crématorium) l’incinération ne pouvait avoir lieu, je veux qu’on me mette dans un casier, je ne veux pas être enterrée. Le rez de chaussée ne me plait pas, je n’ai aucune envie de ne voir que les chaussures de mes visiteurs. Je ne veux pas du quatrième étage non plus, et obliger qui voudrait nettoyer ma pierre tombale à faire des acrobaties en haut de l’échelle.
  • Je dis que le deuxième étage est parfait, c’est à la même hauteur que mon four de cuisine, très pratique.
  • J’apprécierais également qu’à la fin de l’enterrement, tous les participants ne se dispèrsent pas aux quatre coins du cimetière pour chercher la tombe de Désirée, la victime d’un cruel assassinat. C’est mon enterrement, merde alors, et pas une ballade touristique!
  • Ah…..j’oubliais…je veux aller sur le Pont de l’Arc en Ciel!

Farfalla trasparente

farfalla trasparente
La natura è strabiliante. Queste farfalle dal nome inglese evocativo "Glasswing Butterflies" (farfalle dalle ali di vetro), hanno trovato il modo più efficace per mimetizzarsi; in effetti, parte delle loro ali sono trasparenti. Non è un fotomontaggio, queste farfalle si trovano in America Centrale, dal Messico a Panama. Sono stata due volte in Costa Rica ma purtroppo non le ho viste. Potete trovare altre fotografie su questo fotoblog.


La nature ne cessera jamais de m’étonner. Ces papillons dont le nom anglais est très évocateur "Glasswing Butterflies" (papillons aux ailes de verre) ont trouvé le système idéal pour se mimétiser. Leurs ailes sont transparentes. Il’y a aucun truc, ces papillons vivent en Amérique Centrale, du Mexique à Panama. Je suis allée au Costa Rica à deux reprises, mais je n’ai pas eu l’occasion de les voir. Dommage. Vous trouverez d’autres images sur  ce fotoblog.